ROMA.
Secondo gli storici romani Roma fu fondata il 21 aprile 753 a.C. dal leggendario Romolo, sul colle Palatino e per circa due secoli fu guidata, secondo la tradizione, da sette re..
I 7 colli di Roma.
● Durante il periodo monarchico il potere era nelle mani del re (rex), assistito da senato (senàtus), un’assemblea di nobili, chiamati patrizi (mentre il resto della popolazione era composta dai plebei). ● Con la cacciata di Tarquinio il Superbo, nel 509 a.C. si instaura la Repubblica, caratterizzata dalla divisione dei poteri affidati a diversi magistrati. ● Col tempo emergeranno personaggi che cercheranno di accentrare il potere e, dopo la morte di Cesare e la guerra civile, Augusto, nel 27 a.C. riporterà la pace e si farà acclamare imperatore..
«Lo stato romano si regge sui costumi e gli uomini antichi» con queste parole il poeta Ennio (239 a.C.-169 a.C.) celebra la grandezza di Roma ed esprime un sentire comune nella classe dirigente della piena età repubblicana: l’esaltazione del mòs maiòrum, «i costumi degli antenati». Il mos maiorum era, per i Romani, l’insieme di valori e di tradizioni ereditati dagli antenati che fondavano la potenza, la coesione e l’identità romana. Questi valori erano sostanzialmente tre: • la vìrtus (cioè il valore, il coraggio e l’integrità), • la fìdes (cioè la lealtà nei rapporti interpersonali), • la pìetas (cioè il rispetto dei doveri verso gli dei, la patria, la famiglia e gli amici). Gli ideali di Roma.
Da questo pensiero nasce la grande importanza che i Romani attribuivano al culto degli antenati: ● i patrizi godevano addirittura del privilegio di esporre nelle cerimonie funebri i ritratti dei maiores, gli antenati illustri della famiglia. ● In ogni casa vi era un altare dedicato ai Penati, gli spiriti protettori della famiglia, culto trasmesso da padre in figlio e uno ai Lari, le divinità protettrici della casa..
Il rapporto con l’arte Il loro rapporto con l’arte cambia nel tempo ● I romani infatti erano un popolo interessato a questioni concrete più che astratte e tutto ciò che aveva a che fare con questioni artistiche e filosofiche inizialmente era visto come una perdita di tempo. La loro produzione è quindi funzionale e utile, tanto che inizialmente è legata a opere di ingegneria e architettura. ● Questo atteggiamento cambia con la conquista della Grecia nel 146 a.C. che portò alla spoliazione delle opere d’arte greche, spedite a Roma come trofei per celebrare la vittoria e portò col tempo al consolidarsi di una tradizione di arte celebrativa tipica romana..
Funzione: POLITICA E SOCIALE Forme principali: ● GRANDI OPERE PUBBLICHE, realizzate per l'utilità comune. ● RITRATTO, che trasmette alle generazioni future le realistiche fattezze degli antenati. ● RILIEVI E ARCHITETTURE CELEBRATIVE, che celebrano un evento o un personaggio particolare. Tipologie principali di opere.
Roma conquista l’Etruria gradualmente tra V e III secolo a.C. e, già prima della conquista militare completa, assorbe molti elementi culturali ( i fasci littori, la sedia curule, la toga purpurea) e architettonici etruschi (come l’arco e la colonna tuscanica), che diventano fondamentali per l’architettura romana. EREDITÀ ETRUSCA.
EREDITÀ ETRUSCA Struttura ad arco usata dagli etruschi Struttura trilitica usata dai greci ARCO COLONNA Nonostante un’evidente ispirazione all’ordine dorico arcaico, viene chiamata colonna tuscanica ed è di legno, prive di scanalature e vivacemente colorate. a differenza di quelle doriche, esse non poggiano sullo stilobate, ma su una base..
Rispetto al sistema trilitico greco, l’architettura romana prosegue la strada già anticipata dagli Etruschi e basa i propri schemi costruttivi sul principio dell’arco e della volta (sistema archivoltàto): in tal modo i sostegni si fondono con la copertura creando un insieme uniforme, continuo e solido. Questo sistema permetterà ai romani di coprire spazi molto ampi. LE TECNICHE COSTRUTTIVE.
● La volta è uno dei tipi fondamentali di copertura architettonica. Si tratta di una teorica serie di archi affiancati in profondità a formare la terza dimensione. ● La cupola è una superficie ottenuta dalla rotazione intorno a un asse verticale di un arco di circonferenza o di parabola. LE TECNICHE COSTRUTTIVE.
● Il materiale che i Romani impiegarono più diffusamente nella costruzione delle volte e delle cupole fu il calcestruzzo: si parla, allora, di volte e cupole in concrezióne (dal latino concrèscere, coagularsi). ● In esse i mattoni venivano disposti ad arco secondo i meridiani (passanti per il vertice della cupola) e, talvolta, anche secondo i paralleli (paralleli all’anello di imposta della cupola stessa). In tal modo, nel primo caso si creavano delle nervature radiali e, nel secondo, una sorta di grande rete nervata aventi la funzione di rendere più rigida e resistente la struttura in calcestruzzo. LE TECNICHE COSTRUTTIVE.
I MATERIALI: ● La MALTA, di larghissimo uso presso i Romani, è un composto formato da: ● sabbia o pozzolana, calce e acqua (la sostanza che innesca l’azione del legante). ● Il CALCESTRUZZO: ● Si realizzava unendo alla malta la ghiaia o piccole scaglie irregolari di pietra o di mattone. Era un materiale non molto diverso da quello che anche oggi si usa in edilizia e che, dopo la lenta evaporazione dell’acqua, a seguito di reazioni chimiche, si trasformava in un unico blocco, avente la stessa consistenza e resistenza della pietra. Fu proprio grazie al calcestruzzo che i Romani poterono costruire edifici grandiosi con coperture a volta o a cupola che si ergevano al di sopra di spazi immensi. LE TECNICHE COSTRUTTIVE.
LE TECNICHE COSTRUTTIVE: i paramenti murari Nell’opus caementitium il calcestruzzo costituiva il riempimento dello spazio tra due muri.
● Per i Romani l’interesse della comunità precede sempre quello del singolo e, su tutti, si pone quello dello Stato. Nella società romana, dunque, assumono importanza soprattutto le grandi opere pubbliche di utilità comune e politico-militare. ● Fra esse, ad esempio: – le strade – i porti – i ponti – gli acquedotti – le fognature (sing. cloàca, plur. cloàcae) – vari edifici di interesse collettivo come: gli archivi, i magazzini, i mercati, le terme e le basiliche adibite all’amministrazione della giustizia, a trattare gli affari e alle pubbliche riunioni. Per ognuna di queste opere i Romani crearono una tipologia (cioè una forma architettonica) che, essendo legata alla funzione a cui la struttura era destinata, conserverà sempre i caratteri essenziali di partenza. L’ARCHITETTURA DELL’UTILE.
● La disposizione degli accampamenti militari, a pianta quadrata e divisi in quattro settori da due strade fra loro ortogonali, il cardo e il decumàno, fu l’esempio che i Romani seguirono per la fondazione delle città e, più in generale, per l’organizzazione del paesaggio agrario L’ARCHITETTURA DELL’UTILE: il castrum.
● Tutto il territorio, infatti, venne diviso in appezzamenti regolari, le centùriae (il cui nome deriva dal fatto di essere a loro volta formate da cento appezzamenti più piccoli), secondo linee parallele e linee perpendicolari alle strade principali e secondarie. ● Ugualmente le città di origine romana mantengono la disposizione delle strade parallele alle due centrali. L’ARCHITETTURA DELL’UTILE: il territorio e la città Dove si incontrano il cardo e il decumano è situato il FORO, la piazza principale.