CONTE UGOLINO

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Scene 1 (0s)

IL CONTE UGOLINO. IIl conte Ugolino della Gherardesca è universalmente riconosciuto come uno dei personaggi più celebri, intensi e drammatici dell'intera Divina Commedia di Dante Alighieri; la sua figura tragica domina la scena del Canto XXXIII dell'Inferno, dove è collocato nel nono e ultimo cerchio, tra i traditori della patria, sottoposto a un'orribile e perpetua vendetta contro l'arcivescovo Ruggieri..

Scene 2 (17s)

La posizione nell’inferno. Ugolino si trova nel nono cerchio dell’Inferno, il punto più profondo e gelido dell’oltretomba dantesco, riservato ai peccatori colpevoli dei tradimenti più gravi. In particolare è collocato nella zona chiamata Antenora, dove sono puniti i traditori della patria o del partito, coloro che hanno violato i legami politici e civili fondamentali. Qui le anime sono immerse nel lago ghiacciato del Cocito, un ambiente freddo e immobile che simboleggia la totale mancanza di amore e di umanità..

Scene 3 (39s)

La pena di Ugolino è estremamente crudele e carica di significato simbolico: egli è conficcato nel ghiaccio fino al collo, incapace di muoversi, e trascorre l’eternità rosicchiando furiosamente il cranio dell’arcivescovo Ruggieri degli Ubaldini. Questo gesto ripetuto senza fine rappresenta la sua sete di vendetta contro colui che lo tradì, condannandolo a una morte atroce insieme ai suoi figli. Nell’Inferno, l’odio di Ugolino non si spegne mai, ma diventa parte integrante della sua punizione eterna..

Scene 4 (1m 20s)

Il fiero pasto del Conte Ugolino. Il “fiero pasto” del conte Ugolino è uno degli episodi più celebri e sconvolgenti della Divina Commedia, narrato da Dante Alighieri nel Canto XXXIII dell’Inferno..

Scene 5 (1m 52s)

Il “Fiero pasto”. L’espressione compare nei versi finali del racconto: «Poscia, più che ’l dolor, poté ’l digiuno.» Questo verso, volutamente ambiguo, ha dato origine a una celebre interpretazione: lettura letterale → Ugolino, spinto dalla fame estrema, si sarebbe nutrito dei corpi dei figli morti; lettura simbolica (oggi la più accreditata) → il digiuno, cioè la fame, fu più forte del dolore, nel senso che lo uccise, senza implicare necessariamente il cannibalismo. Dante non chiarisce, lasciando il lettore sospeso tra orrore fisico e tragedia morale: è proprio questa ambiguità a rendere il passo potentissimo..

Scene 6 (2m 20s)

Tradimento: Ruggieri tradisce Ugolino; Ugolino, a sua volta, è accusato di tradimento politico. Crudeltà del potere: la fame come strumento di vendetta. Dolore paterno: una delle rappresentazioni più strazianti della sofferenza di un padre nella letteratura occidentale. Giustizia e vendetta: nell’Inferno la pena non redime, ma perpetua l’odio..