Arte arcaica

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Scene 1 (0s)

- Periodi dell'arte greca Bellezza equilibrio e perfezione Presso i Greci significati c finaliti sconosciuti E non Altrimenti- Jnf-.ttl. abbamionan In mmio dctintmo i conditionarncnri post' dulla magi* c dalla religionc. divicnc libera esp rev ali assolutl di equilibr•o e d' pcrfczione. dcii pur nclla complessiü dcl •vihtppo c dellc wc ramificationi ae..-onvcn ziorulmcntc divisa in quattro grandi di formazionc idal XII alla dcl In lungo arco di tempo un e produzionc rami q fondazione delle prime e dcll* •cultura monumentalc. SIC Solia suddividerc ulteriormcnte il periodo di formazi in momenti distinti: gcomccrico oricntalizzantc 17006 SO *.C.). scconda metå del VII *co. 10 a.C. a.C., data dclla vitroria dei Greci sui di Scrsc Salamina). In fasc Ja civiltå greca inizia a maturarc lc caratteristichc chc pii contraddistinguono. sviiuppando soprattutto dci tea:upJi e. in scultura. la rappresea. tazionc dclla figura umana II periodo volta •n sottopcriodi: (580 a.C.): —Periodo classico o eta dell 'oro (dal •80 C. 323 a.C„ anno mortc di Alessandro F_sso rapproenta il momento d' maggior splen• lore deiia socictå. 'cconornia, c dclla cv 'tura grcchc, Anchc in questo possibilc rifearsi a una suddivisionc pii puntuale: classico inizialc o dcllo stile scvcro —classico maturo (450-42 S a.C.); — stilc ricco (425-380 a.C.); classico tardo ( a.C.). PeriododÅcniscic9 .323 al 31 a.C., data bat- taglia di Azio). initia declino tc a civil- e cultura grechc non vranno mai qucllc romanc Che. contrario, ne risultcranno con- dizionatc sccoli. Anchc quest 'ultimo periodo pub esscrc ulteriormcntc diviso in trc sottopcnodi primo Ellenismo (323-230 a-C.); medio Ellenismo a.C.); tardo Ellenismo (170-31 a.C.). .2 Periodo di formazione • (XN-VII secolo a.C.) Nascita delle poleis e arte geometrica periodo d. un di tempo SCCOIO (invasion: dei da ciO cra culture pre• in 110080). via all•autonomo In di crisi. • concerto m di c i t wmx (Capo m) c si invccc. una nuovac piu funzio• tcrr.tOrio c potcrc. La polis Tra I•.XI c il IX secolo a.C_ lc condi'ioni di piu Bili. la diffusionc tcenolog•a del ferro, utile oltrc utensil'. porta un rmgl.oramcnto dclla resadc• tc"cni l'agricoltura corna prcvalcnte rispetto Alla pastorizia. •umenta. • osi il numcroe le di- SCCOIO IA 5-51 t d' organiuni politici autonomi c indipcndcn- ri costituiti da una c d.il tcrr.torio agricolo circo• stante: l' poleis (al 'ingolarc polis) u. Almcno nella sua polls non rappresen- ta tanto un mibdcllo urbano. un semplice •patio fisico. e Sempio di organina/ionc socialc c di con civilc. comunitå di cittadini liberi chc si autos'ovcrnano Dovranno comunquc ancora .lmcno tre sceoli pr•m.• che rorganismo cittadino 7tccisi in mcxåodefinitiso come urban* si componc di piu. loto precise relationi carattereso- I 'acropoli — chc ncllc cittå•fortczza parte Pio aitadcuacittå.•dovc . olloc.ua rcsidcnza dcl rc abitata e coincide . •n lap,'" stessa. Con il tempo. tuttavia. lc abita- : toni vengono spostatc c l'acropoli divcnta la tcmpli c uncuari. cioédcuoresimbolicog igioso della polis. : a' pedi dell bassaa il dovesi dispongono le abicazioni,lc bottcghg cditici pubblici. cittå vera c propria. ciok il socialc (J, il tempo acquista un ruolo semprc pih rilcvantc I una piazza posta al o co- in una sua partc significativa. all' incrocio di duc o piu Strade importanti. inizialmentc. si trattano gli affari, si svolgc il mercato. momento ccnttalc dclla vita economica Cittadina c. a partirc classica. si tcngono le asscmblce dei libcri cittadini. agora, dunquc. costitui«c il cuorc civile dclla polis. 5-71 t La c*öra, cioe lacampagna.é territorio circostante polls. qualc la trac il proprio sostcnta• Cittadino Dal latino mento c da cui i cittadini stessi dcrivano la Loro ap- •n, partcncnza al tcssuto sociale: un cittadino pct csscrc vma definito talc, infatti, doveva posscdcrc almcno unap- ue•l anzca Atene Wte.ano e,- pczzamento di terreno. suavolta suddivisain sew varic kåmai. Villaggi agricoli in cui vivono contadini c pastori. La in altrc parolc, costituiscc il cuorc economico c produttivo polis. Sotto il profilo architcttonico non si pub ancora parlarc di una vera e propria arte dcl costruirc. poleis acl periodo di formationc Vino p." 10 piu semplici capanne.(solitamentc di 18-20 mctri quadrat i). format. an solo ambiente privo di fine• Stre c rcalizzatc con materiali povcri c facilmcnte dcpc• ribili comc fango, mattoni crudi. legno c paglta • mere:o 'e Conner umrä La Grecia S Crecia artalca L'invzio della Civilta occidentale 65.

Scene 2 (1m 5s)

Forme e caratteristiche dei piü diffusi vasi greci 10 Perike an, del VI se- coca C eal po ngonr,c Psykter psictére terracotta d' lunqo ron Ö'pe u alto noa Stamnos ståmno' Aron pyxis 7'5Sidei Periodo proto-geometrico Linee. cerchi e onde taai*l - omi molto anchc sc lc reccnti scopcrtc archeologichc hanno pctmcsso di megliO can tteri. Csistono direttc pittorica. in Stati rinvcnuti manufatti di tutto vasi in terracotta, aniV•re. Fin dali• initio 'a produtione ceramica-assurne in c diffusions, dato I argilla una matctia facile da repetire. In mancanza dcl vetro {chc. giå noto agli Egizi, eta comunque amora e prczioso), terracotta farto, I 'unico la i liquidi (acqua. olio, profurm) per i solidi (gra• no. farina. frutta. legumi secchi) Durante tutto il periododi formamione Ie superfici di questl oggetti ven- gono ricopcrtc con decoraziom a geometrico•, ilo_Åorc usaroe ii nero. che appare lucido c smagliantc risaltando. in particolare. sul cio o gialkmxr-a della terracotta natural'" o n crib u endo ad aumcntare il senso di astrazionc c di irrealü comunc a cutta la traditione decorativa di quesa fasc. i manufatti piu antichi 'isalgono ai scco•. c a.c•c ti proto-geometrici-(dal greco primo) II luogo di produzione pib importantc Atene li esporta in tutta Farea cgea. Essi sono csscnziali sia ncl• lc forme — in questa tase ridotte a una quindicina, per 10 piü lcgatc alla conscrvazione c al trasporto dei liqui- di — sia nclle decorazioni chc, pur sc ispira:c a modelli vicino-orientali, non sono pii dispostc in ma secondo un ritmo precisoc ordinato. decorazioai consistonoin lineeparav- ondulatc, in generc di aguale spessore. in triangnl• reticolo, In ccrchi c scmiccrchi concentri- e. taramcnte. in figure Stilizzate di animali. Essc sono distribuitc in modo da mettcre in risalto forma vaso c. fine, non nc ricoprono l' intera su- per!icie. ma sono limitatc solo ad alcune parti.comc la spalla (cosi chiamata in analogia con nomenclatura corpo umano: il labbro, [c ansekcioé i mani• ci). qualche ii piede,aasciando solicamcnte liberi ii coilocgran partC dclcorpu E il Celso di una semplice anfora in terracotta di pro. b.'lnle provcnicnza atcnicsc, risalente agli inizi del X se- colo a.C., ogi al British Museum di Si tr.u:ta di un•anfora del tipo a collo distinto (o stacca- cosiddetta in quanto la lunga imboccatura si connctte al corpo in modo ncrto, senza raccordi curvi, comc sc non fosse frutto dclla lavorazionc al tornio c appa: issc come applicata in un momento successivo. II nw.tivo decorativo ridotto al scmplicc contrap- 5.8 le Ate* fora noto nn a: cota•.c due a C e nse O una netta dv ccrzc svasato (tal- e Co.-cd con Recipienti per mescolare e raf7rescare il vino Cratere vaso n secco a C ton corpo a e a-ga dota:o no v•no puro) per bere coppa) Spe- Kantharos (c cantaro) Skiphos Kilo) Cran- tie O' •n uso dal copra Cc u50 dana w secoloaC ron ton Cue anse met* del V seco'o c' c c pede 51arc.,1tc oahe"o pit] alte c on cowo a tronco d' 'fotat,l gorse or.- cano met"che Olne etfLSG1 C t. eOllQue usata Dian'- te e dotata so d' Cue Spalla porsi di quattro seric di cerchi concentrici pct la• to rispetto ansc) di colorc ncro insctitc in un frcgio. all 'altczza spalla vaso, mcntrc in corri- spondcnza dell' attacco dellc ansc una fascia continua. compresa fra duc sottili lincc, acccncua la circonfcrcnza della Pancia ovoidale. Motivi decorativi proto-geometrici L.nee parallele suntera caconfetenza Triangoli a reticolo un retizolato Cetchi concentrici Lnanloraa d,StintO Recipienti per usi vari AObarIos iO ari- Alabastron (o Lékvthos lecito; bå"o) PC'OOvas3 alabåstro; P•L• vaso O' • - ;ecola a C ton unguentL g'nar•amente •n to •n area n-•..I alabastro dr•.-c o ede "a 'VIN e a v, se. do 'a colo ac re ta t 3rCeJ Cu' •l name i •r war,re uso a panire nm e cotto b-.:accr secolo ac s'- IaObrc Iago e a;• mile, per fcrrnx Diego a'l 66 IJnitå Obhqce so- Iltamerte d nahtå rebgosee r.tuali La Grecia S Crecia arcaica. L'inizio defla civiltä occidentale 67.

Scene 3 (2m 10s)

unart•.-a sepo,'va e' Atene Atene Atene. Mi„seo -O periodo geometrico Forme geometrtche 'deali e scene figurate gcomcuico, Lc rnohipln•ana, akunc d' .omc triangoli. i rombi, icerchi. i quadrari.lclosanghc; appa•ono pie legrechcei Altre ancon pre«-nGarw coraztoni antropomorté c c. in una Pio rarda. anchc c narration; fi- guratc. riconducibili motivi gcomeutci Gi La :uttc loco assoluta astrazione. in quanto non si rifanno a in natura, maa forme geometric-he idcali, La decorazione si espandc. inolcrc. su tutta la sup c r; ficicde• vasJ. come arrigiani del avesscro quasi di lasciarc anchc un solo ccntimc• tro quadrato di ceramica non dipint.a. creando cosi un rapporto di straordmaria unita tra forma c ornamen- to. quasi che runa sia conscgucnte all 'altro e Viccvers•. Vasi funerari del Dipylon • Lcpcilnc wcne figurate comp •iono su un gruppo di vasimonumentalidi fu, nebrc rinvenuti nclJa grande n ecropoh presso In pcriodo, in contrapposizionc alla tumulalione, Ormai prevalentc ncllc necropoli grechc a partirc dagli inizi 'X secolo a.C„viene ripresoi incico rito func• no spessorc diverso a dell. pmizionc: pib in prossimita e su [ondo piede Lc In ver color un di meandri c si un alto al• figurata_ Si rraua di Iamcn• "i , •he rcca una tazionc funebrc rapprescnrata in modo lungo curta la circonictenza dcl væso A1 Centro si nota un alto Ictto funcbrc (il cata- falco) sul quale giace il cadavcrc di una donna, simboli- camente rtconos•ibilc via dclla lunga vote. Intorno iwnoquaaordici figure maschill in piedi (o stanti}, raffiguratc ncll•aao di portarsl mani alla in scgno di disperaeionc. Esse sono dispostc simmetri- camcnte: sette a siniscra (di cui lc duc armatc di Spada). c scrtc adulti c. a capo dcl lcuo, un bambino. il figlio dclla dcfunta). Sotto il letto funcbre. infinc. sono prescnti altrc quattro figure piangcnti: due femminili, inginocchia• tc (a sinistra) c due maschili. scdute destra). Qyc• sta • impropria- collocationc dipcndc dallc conventio- Arte plastica • Un escmpio a sé Stante ma partico- larmcntc Significativo del periodo costituito dallc sta- tuctte votive offcrte nei grandi santuari o depostc nelle sepolturc. Alcunc tipologic. in particolarc, giocano un important' ruolo di raccordo tra produzionc ccra• Ant"' "mento fi.'neb.•e tqurato sotto Oipylon Doppia Porta' I porta Doppia porta vosta Ingresso dena fine eel •V 3eco.'o a C Quartere dei vasa• In Nelle Sue wcinanze scaw arneo„ tel '871 hjnr,o 'a vasa necropot( con Colo a C di riservato ai mcmb'i •aristoga- zia.cheprevedevala cremazionc dci dcfu_nci e la raccolta dene Joro ccncri in urnedi Qeestc veni vano poi interratc a circa un metro di profondit.i. A protc• Zionc di cali urne cineraric si incastrava nel tcrrcno lastrone.di Pietra pwiantc su una tavolerta. sul quale si collocava una grossa anfora (per donnc) o un cratc• rc (pcr gli uornin i) dall 'apertura particolarmentc larga c con un foro fondo per favorirc il deRusso dcllc acquc piovanc c per far giungcrc al dehrnto Offertc rituali di vino e micJc (lc libagibni) vcrsate da amici c parenti con l'intcnzionedi nutrirlo Tali Vusi, riccamcntc dccorati, alti spcsso anche Oltrc un rnctr0 c mezzo. crano roro volta parzialmente interrati, accanco a una stclc in pictra, in modo che dal Suolo nc sporges- scro bocche. Anfora del lamento runebre Particolare rilievo as- same I injponcnte Adora (ca 760• 750 a.C.), conscrva:asi pressoché intatta e verosimil- mentc destinata a individuarc la sepoltura di una nobile Datc le sue dimensioni, l'anfora stata rcalizzara in Motivi decorativi geometrici Losanga Ira Svastica JZJUZJU ymo. consiste rn una crcce equal' Che presenta, del p.'oiun gamer t' ad ango'c 'etto all* valenza neqat•va a ceil usa scc.rsc •n orgne simbo:o Ci lu- cee d' goua Creca so amo•pnte corsiu stente nei succeders. ci segmert. va •oro da altn segment uguali ma ruotari ad argalc rettu Meandro a' corsa del Va,åncros, Minore (attuale Turch•a), carattereato dal tortucso succeders. dere ni grahche dcl tempo. che tendono a schiacciarc tutti i personaggi su un unico piano, senn distinzionc fra «davanti» c «dietro». Si puö pertanto presupporre Che questc quattro figurcttc siano piuttosto dispostc ai lati dclla dcfunta. La prcsenza di clementi figurativi. comunqae, non deve apparire in contradditionc con quanto si fin qui dctto rclativamcntc all'xssoluta astrazionc dcll'ar- tc geometrica d i questo pcriodo. gi. infatti, cosi schemacico da non risultare quasi altro Che un puro di forme•geometriche elementari:uiangoli per i busti, ccrchi lc c trapcza per le braccia Tra Ie fasce geometrichc del collo del vaso. infinc, sc ne scorgono duc raffiguranti una fila di cervi al pasco- mica di piccolc dimensioni e la grande statuaria mo- numentale, sopratrutto in Pietra O in bronzo, chc si sa- rcbbe sviluppita a partite successivo pcriodo arcaico (VII-V scc. a.C.) Infatti. ambcdue pongono al Centro dcl proprio interesse il corpo umano Con lc suc propor-zioni. inch c quando raffigurano esscri mitologici. • Centauro di Lefkandi Un fortunato ritrovamcnto ha portato ad anticipare al periodo proto•gcometrico e geometrico. X sccolo a.C.. il momento d' ini• zio di qucsta ricerca Condotta sul corpo umano. Si tratta di un piccolo centauro in terracotta. databile al 9 a.C„ ritrovato spcczato, il da una partc. la tc- 910-gco ac Terracotta Crn n.rgNzza (lei corpo Lefkd"lli Intero e dettaqno votto Lamentazione lunebre Tumu/azione oar 'a tino ru- diverse parti (corpo, collo,picdc e ansc), asscmblate in molo 5 epoeh'mento d' ur ca• un secondo mom ento. La decorationc consiste in scssantacinquc fasce so- Javere •r' ur •nrro carroere rune' ane 10. (&csto motivo. di probabilc ispirazione Orientale, trattato con la stcssa scmplificazione dei personaggi uma- ni. Lc figurcttc degli animali sono infatti tutte uguali cd equidistant', tanto chc anch'csse appaiono piu come astratti elemenci decorativi c comc ripctitionc di forme in successione. piuttosto che come immagini autonome. cioé significanti per quello chc rapprcsentano. sta da un'altra. probabilmentc per motivi rituali, in duc era rm't.o impartarte corpo onon e una tombc dclla necropoli di Lcfkandi, sull' isola di Eubea. deqne si crovavano in prossimitå di un cdihcio in ter- tunto d tvouave pace ra cruda c legno. insolito, quanto unico (pcr Le celeuraz.cm' mensioni e datazionc forse una residenza i! 1010 neda lamentazior•e trasformata in scpoltura. abbattuta c ricopcrta da un tu- pråtnesvs) c or so mulo. La Stacuctta, alta 36 centimetri (notevolc dell.] quale z." en'.' n - Intornc ai leto ae• tipologia specifica). costiruiscc sinorala prima 9Lanqendoh Nta voce zione a tutto tondo in arca grcca di un centauro Centauro I ESSere mwa Rcalizzata in parte al tornio (il corpo cqumo cilindrico, colpo e Zampe Ci e bu- le tampe/gambe) c in partc a mano (braccia e busto), figurctta prcscntata immobile, con la mano te- cne proven.r,'.ero nuta sul fianco, mcntrc il braccio sinistro (ora spezzatO) Sta a' confine u a -B ulqa• avate nena rocoa , Unitå l' vrappostc (dctti registri) dipintc a motivi geometrici. Esse percorrono tutta la circonfcrenza del vaso c han- La Grecia cra picgato e portato in avanti. II volto dagli occhi inca- rue S Grecia arcaica. Linizio della civiltå occidentale 69.

Scene 4 (3m 15s)

s.aoß Naz•orale d b- na"] sporgcntc e bocca modellata su una supcrficic appcn.l carcna:a (come, losi vcdr.i. nclla sculrura arcaica) incomiciata grandi orccchie, L' intero corpo ornato ncllo stesso modo dei va- periodo orientalizzaj (700-650 a.C.) Animali tantastici ed eroi Agliinizidcl VII sccoioa.C. in Ie rcsrimoniantc• zanti: C pianrc). animali grandi taini) o relativi a 'sting'. sircnc), In urn {ase avanzata. co:np.uono a episodi mitologici. Ec varic fi gurt. Che 'i Magliano su fondo chiaro. non sono pii• con sol* linea di contorno. ma v:vaccrncntc ratc (solitarnen:c ricorrcndo al acro, al bianco. al c giallo). Essc vcngono descrittc nei dettagli c dispo. ste ordinatamente. per fasce, sulla superficie in gencre di piccolc dimcnsioni c molto sottilc Alla diffusioncdi questo nuovo stile contribuiscono I 'intensificarsi commerci c degli scambi con Minore e i] Vicino Oriente e cresccntC fam.l dci gran_ di greci. II pih importantc di pro_ dulionc Corinto, potente polis del Peloponneso. Che i dencne il primato negli scambi commercial i. OlpeChigi • Docurncntod•cccczione nella produzionc vascolare corintia un •olpe risalente al 640 a.C. circa, r rinvcnuta finc dell •Ottocento in una tomba etrusca 1 per vcrsare I •acqua, relativamcntc grande rispetto produzione dcl tempo c presenta una raffinata decor.. tionc nera su fondo chiaro, con i dectagli incisi o dipinti in policromia (usando, cioé, diversi Colori). n tcma chc uniscc lc diverse scene narrate nei tre rcgi. stri sovrapposti la vita del giovane aristocratico_ primo — in alto — rapprcscntaca Ia guerra: duc opposte schiere di opliti si dirigono I •una verso 'altra; quena di sinistra a] suono dcl doppio nauto comc di tradi. Zionc a Sparta. Per rcndcre il senso d i profonditå ' 'gnoto artista ha sovrappOSto lc figure dci Soldati rapprescntati nclla formazionc dcna falange, un nuovo schicramcnto a ranghi serrati chc si stavu afiérmando proprio in quel pcriodo. I gucrrieri indossano lc armature e si protcggo• no con gli scudi chc :cngono nclla mano sinistra. In tal modo il maestro corinzio ricscc a mostrarnc sia l' interno, ornato geomccricamcntc auravcrso lincc graffte, sia I sterno figurato a simboli araldici (episema). Nel secondo registro - qucllo mcdiano — sono rappresentati invccc una crucnta caccia .11 leone, una parata di carri e I 'unica scena di argomcnto mitologico (riconoscibilc grazic allc scritte che l'accompagnano), cioé una delle prime raffi• gurazioni dcl giudizio di Paridc. Nel tcrzo registro, finc, quello piu in basso, raffigurata una movimcntata caccia alla lcprc e allc Volpi che si svolge in uno spazio punteggiaro d •crbae di arbusti mossi dal Vento. Etä arcaica (VII-V secolo a.C.) LB r 'C erca forme c nuove colome anche Farce in/arn. Che sovgono 'c prixnc •ostru- piu mo• insicmc o della dei materiali anche La sculcura si evolve rimposcanonc geomctrica. inizia pct prima volta indirizzare la propria attcnzionc allo studio c cipro- duzionc della figura umana. II tempio La residenza terrena Cegli dei Fra l' Xl c il IX secolo I.C. i riti religiosi si svolgcvano per 10 piå su alcari (arc) all'apcrto, in quanto non eSi- stcvano ancora arce sacrc con carattcristichc ben defi- Un•importante tcstimonianza dell' xspctto chc do• S.za t vevano avcre i primi templi vicne da una scrie di mo- dellini fitrili repcritt •n Ilcani sanvuari probabil- a.' eza mente degli rx-taro, c darabili la del IXC i! VII s" 010 a .C., molto simili struttura a qucl chc sisa dcllc abituioni del tempo. oele oar/ (Hr•raion) ad Argoæ ad esempio. databile intorno al a.C., riproducc un cdihcio costivuito un unico ambicntc a Pianta rettans•olare ptcccduto da -O portico dclimitato d. duc colonne. II tetto. aduc falde. ornato con motivi geometrici che forse alludono alla prcscnza. nclla rcaltå, anchc d i alcuni primi clcmcnti decorativi in legno dipinto o in terracotta. nite. II tcmpio. inteso comc dimora terrena degli dei e destinato ad accogliere la statua dclla diviniti a cui dedicato, nasce c si sviluppa ncll'Vlll sccolo a.C. c al• la sua costruzione c ai suoi successivi perfczionamenti i Greci dedicarono tutto il loro ingegno. La religione greca politeista, in quanto si crcdc all •esistenza di piu divinitå. Uomini e dei si assomi• iano moltissimo c questo ha come conscguenza un rapporto directo c quasi confidentialc l'uomo c la diviniti. Anchc la costrutionc dci tcmpli risente di que- La pianta • La disposizione degli spazi all' del tcmpio variarc sia in rclazionc al periodo sia in rc• lazionc allc dimcnsioni c luogo di costruzione.Tre. menti cara (teristici semp prescnt@: n hos , pronao c colonnc in gtcCO significa - canto Stato rcahztato nclla bottega d i un vasaio), con motivi proto•gcomctrici. pcrO, sommati alle dimcnsioni, confcnscono Statuctta un aspctto quasi monumcntalc. urutä La Crecia Sto attcggiamcnto. tanto Che si adottano proporzioni talmentc armoniose e formc cosi scmplici c rationali Che la loco architettura risulta semprc pcrfcttamcnte equilibrata, comprensibile e. appunto, umana. II tempio, dimora degli dei • II tempio grcco, dcl resto, nasce e si sviluppa parallclamcntc alla casa c, di consegucnza, nc assume in parte la forma e le principali caratterisciche. La Casa grcca. infatti. anche in epoca ar- caica, continua a consistere in un unico ambiente a pian- ta rettangolarc in mauonicrudiaoperto con un tetto a capanna, cioé a duc spiovcnti contrapposti, in legno e Paglia I primi templi sono realizzati con gli scessi, maceriali depcribili delle abitazionicd solo nel corso dclVIisccoloa.CA che si registra nclla loro costruzione il passaggio alla picua. al marmo. mattone cotto e. pcr la copertura, alletegole in terracotta. • esdusivamenteallacustodiadcllastazuadcldio (l',ig- alma) a cui il tcmpio dcdicato, mcncre tuttc lc cele- L - brazioni c i sacrifici si svolgono all •aperto, sugli altari. 10 La cclla (Che, salvo rare cccczioni, sempre unica) pre- senta una Pianta rettangolaree a si accede. come —O nel megaron miceneo, actraverSO un'unica porta si apre sul lato minorc, oricntato preferibilmcnte ver- Oivinitå rccVCäte dai ooeta Omero Sue optle so est. L' interno si presenta pertanto oscuro, a stento Codici (Zeus rischiarato da bracicri o lampadc votivc a olio, il Che on Demetri "trotfte. conferiva al luogo un'atmosfera di solenne sacralitå. Apollo. Ares teara — II prönaowapro,davanti. c naos), valcadircIospaZiO• aa• porticatoantistantelacella,hxlxfunzioncdihltrc» che numeros det abtar.dC Sul montc Oumpo. simbolicorra I 'estcrno (la umana di tutti i gior- (e d'vtmta omencne •nter.•er• ni) e il naos (chc rimanda a una realtå divina). Lecolonne, sono di numero vario in rclazione al- degli cel cond.v.. le dimensioni (c quindi all' importanza) dcl tcmpio. e Se sul lato frontxlc sono quattro il tempio si defini- Ex-voto Aetrev'a.•.one succ tetrastilo (in greco térran•s significa «quatrro» incuz.one ey-voto suscep- e solos Selecolonnefrontali sonose( to a hxinveceunxempioesåstilo sei), occasülose Indica un oogetto otteno dono a una segno soauotto(oktå, Otto) , decåstibse,sono , 'iconcscenza pel una yana dicci), dodccåscilwscsono dodici (dideka, dodici). 5 Grecia arcaica Cinizio della civiltå occidentale.

Scene 5 (4m 20s)

B I OCCO Bloc CO TrabeaziO Cap t Tenia Spaccato d' un ternpadon:c 5.2914 Scnervu d' assembla99io c', doriche e particolare a a:imgy.v •n Crec•a Rocchio ontonale Cornice «izzontale peri i Stilobate Rmtpa d (naasy• sagomari e sovrapposzi a d' seguivo all•alrra. in modo d. degli spigoli Vivi, a dire privi di qualsi la colonna colpit.l dal sole. una netta individuazionc di fascc di a fasce d'om- n ultcriorc SCnsO di bra, contribuiscc a Vitruvio, «prese a rapprcsentarc •ugli edifici Ia propor- zione. la forza c I-clcganta del dcll'uomo» • Capitello nepirel'o cosriruisceil c proprie coronamenro defia colonna ed a volta formato da due clementi sovrapposti chiamati riskkttivamcntc echino (quello inferiorc) eåbaco.(qucllo superiorc). L'echino ha la foam di nn carino circolare dal profilo convesso e a talc sagomatura fa rifcrimcnto il nomc. [n grcco, infatti, echiuos significa «ricciodi marc» (che ha un csoschelecro dalla forma tondcggiante e schiacci.lta). L'abaco, invece, ha la forma di un parallelepipedo molto schiacciato c il Suo nomc deriva dal grcco åb,zx. nel significatodi «tavola, lusamcnto». Trabeazione • L'insieme degli clementi structurali e decorativi chc si appoggiano sui capitelli prcndc il no- mc gencrico di trabeazione (dal latino crave). La traEu•azione formara a sua volta da tre elcmcnti so- vrapposri chiamati rispetcivamentc architrave, frcgio e cornice (O Vison). Architrave L'architrave (o cpisålio) rappresenta. nell'architettura greca, I •elemento structurale per cc- ccllenza. in quanto collega orizzontalmencc fra 1010 le varie colonne del tcmpio e setVC da sostegno per l' in- tera crabeazionc. sulla quale appoggiano a loro volta le cravi dcl tctto. I vari blocchi monolitici che compongo- no I 'architrave sonopertanto lunghi quanto la distanza fragli assi di due colonnc vicine (detra interasse). Ogni structura architectonica i cui principi costruttivi siano in qualche modo riconducibili a quelli del tcmpio grcco (due 0 piu clementi verticali sormontati da uno Oriz- zontalc) pub pcrtanto definirsi architravata. • Fregio Nell 'ordine dorico l'architrave sormonta- to da un frcgio, dal quale 10 divide un listello continuo chiamato (dal greco "tinia, nastro, Benda). II fre- Arc h e C 110 moso po : Rastrematun con il corpo umano — c.uno di coronamcnto dcttoq_ L'ordine dorico sono unici tra loro medi Cordinedoricoéii piu anticoe il piu maestoso dei tree —pirello*ustoc.capatello un,elcmento anulårc di raccordo chiamato collarino. Colonna Crepidoma Metopa e Tempw) Metopa — Ech ino Requla, e tema Paestum (Salemo). Temrno Stilobate Fusto. collarino e capitello Atene. Partenone, a C vienc impiegato quasi esclusivamcnce per la costruzione di templi= Secondo Vitruvio (4, l, 3-5) csso trac il nome dai Dori Peloponneso (c dal loro capo- stipite Doro, Eglio di Elleno c della ninfa Orséidc) pcr- ché fece la sua prima comparsa «nellc Citta dei Dori». I primi esempi dcxumentati dcl Suo utilizzo risa]gono all'inizio dell•epoca arcaica (VII sccolo a.C.) c lc sue principali zonc di diffusion' sono, oltrc al Peloponneso, il resco della Grecia contincncalc c sopratturco le colonie dclJa Magna Grecia c Sicilia, II dorico continuö comunquc a csscre ucilizzato fino all 'epoca ellcnistica. Crepidoma Ilcmpiodoricononpogiidirettamejl- resul ccrrcnq.ntasu pn massiccio basamento in pictra, ilcrepidåma o greco krepis, fondazionc), cosåtuico da trcopiU gradini con la funzionc di sopra- clevxrc l'cdificio, scparando la residcnza degli dci dal Ii- vello c ccrrcno. La parte superiore del crepidoma, il piano orizzontalc sul qualc poggiano cultc le colonnc dcl tcmpio. prende il nome di stilöbate (dal grcco styles, colonna. c cioé « basamento della colonna Colonna Lacolonnadell'ordinedoricosicompdhe di dueeiementi distinri: uno verticale di forma presso- chédindrica chiamaro fusco (o scapo) — in analogia La Grecia • FustO Inizialmente lecolonne dci templi dorici no ligncc e i fusti vcnivano ricavati un unico tronco (spesso di quercia), ma giå nel VII scc010 a.C. il lc comincia a csserc progressivamentc sosticuito con Ia pii resistente Pietra e. in alcuni casi, anche con il marmo. In gcnerc il fusto vicne rcalizzato in pith pezzi, chc rendc la costruzionc pii pratica cd economica. I v elementi che 10 compongono prendono il nome di ro Chi (singolarc råcchio; dal latino rotolo) c gono sovrapposti a secco, cioé senza leganti, fissandolil I 'uno all 'altro con un perno centrale di bronto II fusto dclla colonna dorica. contrariamente a quaf to avvcniva nella colonna minoico-micenea, rastre,l mato verso l'alto, vale a dire che il diametro alla basel (l' imoscåpo) maggiore di quello al collarino (chianv•j to sommoscåpo). Tale rastrcmazione, ispirata a quelhl dci tronchi delle piante, non pcrö uniforme. A circaj un terzo della sua altczza, infatti, il fusto presenta unt lcggero rigonfiamento dctto entasi (in greco .énrasiJ sß gnihca proprio «gonfiore»). La funzione 'entasi sopraccucto quclla di correggere la percezione Ottia dclla colonna che altrimcnti sembrerebbc, sc vista lontano, innaturalmcntc sottilc. II fusto dorico non liscio, ma scanalato, in quan• tura) sostituiscono invece le tavolettc d i terracotta che 5-301 Schema dewctdire dora con originariamentc protegge.'ano le teste delle travi lignee per impedirc Che imputridissero, facilitando, con le sca• nalatute, il dcAuirc dellc acque piovane. II motivo deco- rativo dei triglifi costituico da quattro profonde sca- nalature chc li pcrcorrono vcrticalmentc. Le due ccntrali sono tra loro uguali•, le due laterali. equidistanti dallc pri- me, sono larghe la mctå delle altre. Tali semiscanalacurc, Convesso u Dal Ianno cum. quindi, formano idealmcnte la terza (tyéis) scanalatuta cor. e veujre. spin- gio si sviluppa lungo l' intero perimecro del tempio con un ordinato e ritmico alternarsi di metope e triglifi. Le metope (dal greco meth, fra, e opé, apertura, foro) sono dellc lastre di Pietra (o marmo) postcachiusura di quegli spazi quadrangolari che nei primi tcmpli arcai- ci venivano a crearsi fra le travi lignee Che, appoggiate all'architravc, avevano a loro volta il compito di sorreg- gere il tetto. Le metope, originariamente lisce, in cpoca classica iniziano a essere dipinte o decorate a bassori- lievo con scene tratte dalla mitologia. I triglifi (dal greco tréis, tre, e glyphé, incåvo, scanala- 74 uniti II (glyphé) a cui fa rifcrimenco il tcrmine grcco. qere Di un rnqetto ele- Sotto Ogni triglifo corre un cocco listello in Pietra mento architettonico pre- sent. ur, curvili- chiamato régula (chc in latino significa appunto «as• neo verso Vesterno sua con- sicella»), dal quale pendono quattro o sci gocce (in ',rano céncavo (d al latino latino Clementi decorativi a forma tronco e Incauato). e cono chc ricordano simbolicamcntc lc goccc d' acqua elemento la cui Che, durantc la pioggia, stillavano dallc teste travi superfc.e si present' incauata a chi in legno dci primi tcmpli. • Cornice Sopra al fregio corre unacornicc aggettantC Asse I Dal Retta al fine di protcggcrne i bassorilicvi dalla pioggia (cosi immaqtnana Che nena qeome. passa per i' centro d' una t'- come nell'antico tcmpio ligneo protcggeva le del- p.anä o solioa_ in tra 1010 simmetncne le travi). 5 Grecia arcaica, Cinizio della Civilta occidentale.

Scene 6 (5m 25s)

Lecorrezioni ottiche Gli elementi architectonici fin quidescriLti sono scmprc legati Joro da precisi rapporti proportionali, cosic• Che, conoscendo I dimensione di uno solo di essi, poi possi- bile risalitc alle dimensioni di tutti gli II rispetto dci rapporti proportionali non cra sufftcientc, tuttavia, a raggiungere quel senso di perfezione ed equilibrio al quale gli architecti greci tendevano. Per renderc la visionc dci loro tcmpli piu armoniosa, infatti, essi sfrutta• rono numerosi cfFctri c correzioni ocriche. Olcrc encasi, di cui si detto, occorrc ricordarc comclo StCS• SO stilobatc sia in realü leggcrmcnte convesso al finc di dare la scnsazione di essere invece Perfettamente orizzontalcm_ Se fosse Stato orizzontalc. infaui, la prcscnza della massiccia scrie di colonne avrebbc dato origine a un ' illusione Ottica chc. al contrario, 10 avrebbc fatto sembrare innaturalmcncc concavo sot I R - Curvatura dell' stilcoate V.w-.e delta eel tempio ccn deno stilobare Visore tepa tempo cello stdcoate Lc colonne, inoltrc, non sono mai pcrfcttamentc verticali. ma presentano una leggcra inclina- zionc verso l' interno O, nel Caso dele quattro d'angolo, verso lc diagonali della base del tempio artificio serve a controbilanciare il senso di oppression' chc si provercbbe di frontc a una colonna Che, qua- Iora fosse perfettamente vertica- lc. parrcbbe invcce pcndcrc verso chi guarda. Scremä Watto di uni colcnna verse linter-u Sc-ena graf:c II conflitto angolare In prossimitå dello spigolo di un infine, si ponc il problcma dcl cosiddetto conflitto angolare. sisterue ncll'impossibilitå di rispettarc contemporaneamcntc rcgolc fondamentali dell 'ordinc: sia in assc rispetto alla sottostante Colonna. Che ciascun tri "hc su ciascuno spigolo si abbiano triglifi concomitanri. iglifo comporta necessariamcnte, Iniziarc il fregio con un tr vio, ch' esso non sia in assccon la relativa colonna e. nellostcsso Che la prima mcropa abbia una dimensione maggiore dcllc IWtes. d' s•nr.trc inte 5-36 It Conlitto angolue tr•qiifo non •n asse con •a e pnma metopa 5-371 Cannitto angolare pnma ncn n asse con 'a tutte e pnme tre colonne rawianate —_iLlliL— 5-38 Agrigento (Temp.o delta Ccnco"ö) Veduta del II conflitto, cosicom'edefinito, irrisolvibile; tuttavia si possono met. tcrc in degli accorgimenti per ridurnc la percezionc. La soluziont pih convinccnre stata quclla di avvicinare proporzionalmente fra di loro le prime tre colonne, lasciando cosi invariata la dimcnsionc dellc mctopc terminali. Anche sc, in questo caso, I 'ultimo triglifo non risulta Comunquc in asse con la colonna d interasse Acro te rio Le coperture dei templi • I tetti dci templi. sorretti grossc cravi di legno sono del tipo a capanna, vale a dire con due superfici piane, le falde. Che si in- contrano lungo linea di colrno con di circa quindici gradi. II manto di copertura realizzato in tegolc piane di terracotta con sovrascanti coppi (dal latino crip", recipiente, tino), chc consisto- no in un altro lipo di tcgole lunghc e Strette. dal pr06• 10 curvo o triangolarc, messe a protezione dei bordi di giuntura dellc regole piane. Per cvitarc chc i singoli filari di coppi possano sci- volare precipitando al suolo, li si fermano con dell: antefisse (dal latino ,inre. davanti. c conficcato), consistcnti in elcmcnti in terracotta o Pietra modellati con motivi antropomorfi (solicamentc teste femminili) o floreali (palmctte). Frontone Lc due faldc tetto a capanna formano, in corrispondenza dei lati minori del tempio, due spazi a forma di triangolo isoscele di altezza pari a circa un Otravo della base Tali spazi prcndono il nomc di timpani (dal grcco tympanon, timpano. nel senso di scrumcnco musicale a pcrcussionc, in analogia con la forma triangolarc chc csso dovcva anticamentc avere). L' insieme dcl timpano e dellc cornici Che 10 con- tornano costituisce il cosiddctro front6ne (dal latino fins, fronte). Alla sommitå dcl frontonc e ai suoi due vertici laterali sono talvolta collocati dei bassi picdi- stalli in pictra aventi Ia funzione di sorreggcrc alcuni elcmcnti decorativi costituiti da statue in terracotta co- Copp i lorata O in marmo. rappresentanti personaggi o animali della mitologia. Sia i piedistalli di soscegno siale statue sostenute prendono il nomc di Anche il timpano cra decorato con rilievi o Statue a tutto toado. La ricerca della solutione migliorc per adattarc cali decorazioni alla forma triangolare fu uno dei problemi con cui gli scultori grcci dovcttero con- frontarsi fin dai tcmpli pith antichi II colore dei templi Anche sc oggi, ammirando i resti di quaiche tempiodi ctå arcaica, pub sembrarcdif• ficilc immaginarlo, in originc tutti gli clcmcnti architet• tonici che si sono fin qui descricti crano vivacemente colorati, secondo una tradizione Che risalc ai palazzi dclla Creta preellcnica. Dallo studio accurato di taluni frammcnvi architet- 5-431' 'pates. d. a Cei B di Apollo Metac•onto ('datera). seconCa met* del VI secolo (da 2005) Linea di colrno I Orea cne conq'urqe i punti raq- giontL dagl. o talle tal- de •nclr,ate di ur tetlo Policromo I mona e Chroma. colore Colo- rato diverse tinte Doccione I Parte d' una da cne serve a tar 75 Unitå II La Grecia qua po.•ara tontano pa- tonici sono emerse piccolissime particellc di rete esterna Cetieditco Spesso hanno consentito di stabilirc, ad esempio, Che nel tem- b.anze zoomcrle e piu rara- Pio di Athena Aphåia, a Egina i triglifi rnente anche antrcpomcrte dovcvano cSsere blu c la tenia rossa. generando cosi un Anche in Magna Grecia i templi vennero sempre colorati. Secondo rccenti studi, ad esempio, anchc la gronda del cosiddetto Tempio B di Metaponto (Ma- tera) era I Colori, infatti, venivano impiegati non soltanto per il motivo geomctrico dcl Carla mcandro, ma anche per i rilievi figurati con ornamen- ai a testa di leone tazioni vegctali (palmette e fori di loto) e zoomorfe dai Tempie Cella Kauloma_ Mcnasterace (doccioni a testa di [cone). (Regga CalaDna). s Grecia arcaica. L'inizio della Civilta occidentale 77.

Scene 7 (6m 30s)

5-441 t 5.461. zu•onc 78 Nmte Heraion di Olimpia • Fra i pii antichi templi di etå arcaica. l'Her.iion di Olimpia (600-590 a.C.). eretto in onoce di Hera, sorclla c sposa di Zeus. senza dub, bio anche il pio significativo Esso sorgc all-interno 'antico Santuario di Zeus. una vasta arca sacra ai picdi montc Cronio, in Elide (Peloponneso occidentale). Luogo di culto fin dal X-IX secola la cittå sacra dl Olimpia divennc in arcaica la scdc dci piü importanti lenici. compctizioni sportive in onorc di Zcus Olim• pio Che vi si tcncvano Ogni quattro anni fra agosro e settcmbrc_ Herman una nussiccia costtuzionc a Pianta pc- riptcra dotata di un lungo naos prc• ccduto daun pronao d' accesso C concluso, sul lato op• posto. da un sirnmctrico opistodomo. II naos a sua volta suddiviso In tre navate da Otto colonnc per lato. La navataccntralc. inoltre.ha unalargheua quasi tripla rispcrroa quclle latcrali, lunge lc quali quattro spcroni di muro perpcndicolari allc parcti cstctnc dclla cella crcano altrcttanti nicchioni net quali venivano depo- Unita La Crecia Tempio di Athena Aphaia a Egina • Sicuramcn. invccc. il di Athena Aphaia a F.gina. nell'omontma isola dcl Golfo Sarö• nico. important' arca c commercialc sullc II tcmpio. che si il marc da un alto spc• rccin- to sacro initialmcnte dedicato ad Aphaia. una diviniti locale di or•ginc fu poi anchc ad Athena. f;glia di Zeus. dea dell'intellctto e dena saggena. il doppio nomedi Athena Aphaia con il quale ancora c»ggi 10 si identifica. Si tratta di una costruzionc periptera esastila con un•armoniosa pctistasi di 6x12 colonnc dori- inclinatc per contrastare I •cffetto Ottico di sgradcM31c inclinazicv ne verso I II tempio. edificato sul preesistente tempiodi Aphaia (risalenrc alla fine dell' VIII sccolo a-C. e dlstrutro da un incendio), vcnnc crctto tra il 510 c il 480 a.C. Nella costrutione furono usatc colonne in Pietra calcarea stuccata (altc 5.27 mctri). mcncrc i capitcl• li, gli acroteri c lc dccorazioni scultorcc dci frontoni — attualmenre conservati alla Gliptoteca di Monaco di Baviera — crano in marmo. il piu pregiato fra i materiali lapidci impicgati dai Gccci. Lc dimensioni complcssivc, di circa 13.77*28.82 merri. introducono un nuovo sistema proportionale molto vicino al rapporto idcalc di I a 2. assai piu ar- monico di qucllo presente ncll•Heraion di Olimpia c in altri cdifici di cpoca arcaica. Anche in questo tempio il naos a tre navate. con due seric sovrapposte di cinquc colonne ciascuna (a doppio Lievi traccc di policromia residua, infine. consen- tono di ipotizzarc la colorationc originalc. con trigli- fi auurri e cornici rossc. secondo un gusto chc. con il difFondcrsi e 10 stabilizzarsi degli ordini architectonici, andava prcndcndo sempre piu campo 5-471 A -.emr.0 La peristasi esterna di 16 colonne misura metri. dctcrminando una forte spropor• zionc tra lunghczza c larghezza. Nel Corso del tempo, perö, le dimensioni tcmpli sarcbbcro andate Pro-I grcssivamcntc stabilizzandosi, in modo talc chc il lato minore sarcbbe divcntato circa la meth di quello mag- Origtnariamenre le colonne dell • Heraion erano tut• tc in legno di qucrcta, ma via via Che si deterioravano, vcnivano sostituitc grazic alle donazioni al santuario con altrc in pictra calcarea. Qyando nel 176 d.C. 10 scrirrore e geografo Pausania (110-180 d.C.) visitödl tempio, nell'opistodomo era ancora al Suo posto l'ul• tima dcllc antichc colonne ligncc. Qyesta singolate circostanza conscntc di dctcrminarc Con csattczza ill processo di formatione dell'ordinc dorico c di seguir•, nc revoluzione. Lecolonne in Pietra pii anrichc, adl cscmpio, appaiono pii tozzee presentano capitelli con I abachi ed echini csageratamcnte aggettanti pit" recenti. invcce, lunno un diamctco di basc minore e sono sorrnontatc da capitelli di dimensioni assai piu I contenutc. C' Athena Athena 5-501 SCMawnsto del naos a trabeaz•one e del fro?.tore Templo Atrena Egwa Banke 2033b Parvcoiare S Crecia arcalca_ L'inizio delta civiltä occidentale 79.

Scene 8 (7m 35s)

5-52 If Paestum anta aefr±a con Hera e roseaonor: (Tempe d. Paestum Tempo C' Hea (Sasd.ca) Veduta aerea defe da Paest•m 5.551. Paesturn Here dl ur QDteL'o dcvco d • anoa AdvtCÜ11 Paestum • In Magna Grecia c in Sicilia sono presenti i resti di alcuni dei piu grandiosi e mcglio conserva- ti ternpli greci di ordinc dorico. Analizzando le loro caratteristiche costruttivc possibilc nocarc, comc si vcdrå. un certo ritardo ncl recepirc i progressi c gli ag- giornamcnci tccnici c formali elaborati fractcmpo nclla madrcpatria. Contemporancamcntc. pcrö, si assi- stc in essi anche allo svilupparsi di tendenze costrutti- ve assolutamcntc nuovcc autonomc, sintomo di comc 10 stcsso ordine architettonico possa entro certi limiti modificarsi. adattandosi ai materiali c alle tecnichc co- struttivc locali. Paestum il nome latino dell'antica c potence po- seidånia (chc significa «cittå sacra a PoscidOn», fra- cello di Zcus e dio marc c acque), posta nclla vanc del Scle, quasi a ridosso della costicra salernita- na La sorse agli inizi del VII sccolo a.C. come Colonia di Sybaris 'odicrna Sibari), a sua volta fondata da popolazioni provcnicnti (Pelo- ponncso nord-occidcntale), intorno al 720 a.C. Robustatnentc fortifcata c munita di quattro porte in corrispondenn di cixscuno dci quattro punti cardi- nali, la cittå presentava una rcgolarc Struttura a pettine, con grandi stradc parallele orientate in direzionc cst-ovest c una fitta rcte di vic minori, perpendicola- ri allc prime, orientate, quindi. in direzione nord-sud. A scttentrione prima dclle trc stradc principali vi era l'area santuario dedicato ad Athena. con il grandc tcmpio omonimo: fia questa Strada e la sua pa- ranela di mezzo si cstcndcva vera c propria, Con l'agor.i c gli altri principali edifici pubblici, mcntre nel- la fascia fra la Strada di mezzo c quena piti meridionalc trovava spazio la vasta area del santuario dedicato a po- seidon. con i templi in onorcdi Hera (Basilica) c di PO- seidon {noto come Poseidånion o Tempio di Nettuno). • Basilica La cosiddetta Basilica. risalente 510 a.C., costituiscc unodegli cscmpi pii noti e meglio Conservati di tcmpio dorico in Magna Essa dcvc questo Suo nome alla credenza del X"Vlli secolo Che si trattassc non di un tcmpio. ma di uml basilica, appunto, nel senso romano del tcrmine: a dire un ambient' Copcrto dcstinato a scae di nale c, in genere. alle riunioni pubbliche dei cittaåv ni. Si tratta invecc di un grandioso tempio peripteri ennåstilo (cioe con 9 colonnc sul fronte) cato alla dea Hera. La sua superficie pit che doppia rispetto all ' H di Olimpia, mentrc la peristasi presenta 9x 18 colorl nc doriche c Ic dimensioni complcssivc risultano& metri, superando di poco il rapport01 idealc di I a 2 fra lato e lato corto. Lc suc cir quanta colonne perimetrali in Pietra calcarea grigia si gono ancora quasi completamcntc intattc. mentrc poa 0 nulla rimasto naos, diviso in duc navatc da una 8• la centrale di sette colonnc. Nella parete occidentale naos, infne, doveva aprirsi un sacrario acccssibilc solo' saccrdoti (l'ådyton) secondo una tradizione anch sc non molto diffusa in Grccia, si ritrova con una ceru frcqucnza sia in Magna Grecia sia in Sicilia. Era nell" dy.•on, infatti, vero c proprio cuore simbolico dell 'edi6 cio. che si conscrvava il simulacro dclla divinitå alla quak l' intero tempio veniva dedicato. Anche il fregio, la cornice e i frontoni sono anda- ti in partc di 9010 pochi frammenti colorati a tinte vivaci_ I timpani c lc metope. comunquc. crano ancora del lipo arcaico: liwi (forse solo dipinti) c comunquc non decorati a basso- rilievo. Lc colonne, altc 4,68 metri, sono molto rastrcmate e hanno un•cntasi particolarmcntc pronunciata. termi• nando con un capitcllo dall'cchino assai schiacciato C panctuto. sormontato da un abaco molto largo (quasi il doppio del diametro al sommoscapo) La parte somrnitalc del collarino. infinc, dccorata con una scric di piccolc incavarurc rcgolari che imitano dellc foglio- linc stiliztate. Q_ycsto tipo di ornamentazionc, Che si ripcrc anchc sull'cchino di alcuni capitelli. si ricollcga ad antichi modelli di originc miccnca. chc i coloni chc fondarono Poseidonia riprcsero a loro volta dalla tra- dizionc dana quale provenivano. • Tempiodi Nettuno poco pii_l a nord dclla Basilica e a essa parallclo, sorgc il grandc Poseidönion (noco come Tempio di Netruno). uno fra i pii imponcnti e meglio conservati dcl periodo, complcto ancora intera tra- c dci due Si tratta di un altro cdificio dorico periptero esa- stilO con peristasi di Gx I •i colonnc, avente uno sviluppo complessivo di merri, dunquc nonostante il numero infcriorc di colonnc addirittu• ra piu grande della StCSSa Basilica. Furono proprio Ie dimensioni del tcmpio chc portarono gli studiosi dcl Serrecento a ritcnere erroneamcnte Che il tempio fosse dedicato a Poscidone (Ncttuno per i Romani), divini- protettrice dclla citt.i. L'attribuzione tuttora Incerta. Costruito intorno al a.C. in pictra calca- rea (ma il fregio era realizzato con Ia pid pregiata are- naria e I 'intcra struttura risultava poi dipinta), presen- ta un naos stlddiviso longitudinalmente in trc navate, con due ordini di sette colonnc sovrapposte 80 urutå II La Crecia tei due s.S9 secondo una tipologia gih diffusa nel Peloponneso fin dal sccolo prcccdc•ntc, comc si visto anchc Tcmpio di Athena Aphaia a Egina L' accesso alla cella rialzato. rispctco pronao. di alcuni gradim. Nonostante il periodo relativamente tardo, le colon- ne. alte 8,88 metri, pari a 4,33 volte il modulo (diame- tro dclla colonna all' imoscapo), appaiono ancora mol- to massicce. tanto chc pcr snellirne I •aspetto sono state rcalitzate bcn 24 scanalature, invece dcllc consucte 20. Nel complesso, Pero. le proporzioni hanno ormai ac- quisito il tipico equilibrio dcll'ordinc dorico maturo. con particolarc attenzione anchc a tutti quegli accor- gimcnti costruttivi tendenti a corrcggete la percczionc Ottica dcll'cdificio. finc di adattarlo il pih possibilc a un modello ideale geometricamente perfetto 5 Grecia arcaica_ L'inizio della civiltå occidentale 81.

Scene 9 (8m 40s)

OpistOdo Scale 6, Tempio della Concordia di Agrigento • Anche in Sicilia, dove tra I • VIII c iJ VI sccoJo a-C. la colonizza- zionc grcca fu parricolarmente inrcnsa c capillare, si eb- bc una straordinaria activiti cdilizia, legata soprattutto alla costruzione di templi c sancuari erecti sia in epoca arcaica sia ncl successivo periodo classico. Agrigento, la grcca Akrågaj. fondaca da Gela nel 580 a.C., fu l'ultima colonia grcca di Sicilia. Cittå ricca c poccntc, centro economico e artistico tra i pii impor- tanti di curta l' isola, conobbe fcrvorc cdilizio Senza preccdcnci. Di cib resta suggestiva testimonianza nella ri c sacclli, a formare una sorta di monumentale via sa- Cela a C Vecuta aevea Ca ncrd-mes: P•arta de ( rerro•o Concoravä) d' Aqnoento mente le ultime metope d 'angoloæ e diminuendo di conscguenza I 'inccrassc fra lc due colonne laterali pit csterne. Turto cib testimonia la picna maturitå Che in epoca classica I 'ordine dorico ha ormai raggiunto sia in Grecia, sia in gran parte dene colonic mcditcrrance. L'ordine ionico uasi contemporaneamcntc all 'ordine dorico o. al massimo, con tin ritardo di pochi decenni, si svilup_ pa in Grecia anche qucllo ionico, il secondo dei grandi ordini architectonici in Asia Minore al tempo delle prime invasioni dorichc, vi avcvano fondato grandi c importanti colonie (comc Cornice molto divt' scr.sodi maggi trotionc, forme pii nota c diffusa. soprattutro c- Attica (dilla • •ve per prima impicgata). Essa si sovrapposti a Pianta circolare componc d t • di 'ine modanarurc architctroniche a profilo semicircolarc liscc o decorate. i 'ori (dal latino «cordonc attorcigliaro» j, rac- cordate da Lina modanatura concava a Korma di canale, lascözia (o tröchilo)- I.'origine dell. parolae in questo caso, grcca_ .Skoria, infatti, significa "tcnebra» e fa rifé•rimenro al farro essendo inc.•ata, essa risulta qwrsi scmprc in oml"a. Eßapuö esscre chiamata anchc trochilo, voce Che, sempre in rclazione al Suo profilo incavato, rimanda grcco trochilia. Suo significato di «carrucola, ruoca incavata»_ • FuStO II fusto si imposta sulla basc tramite un rac- cordo concavo derro apbfigc terminantc in basso con un listcllo, chiamato cintura. II fusco ionico. f"mato da pii rocchi sovrapposci, meno rastremato di qucllo dorico, non ha entasi cd solcato da almeno 24 scanalacurc chc non si succedono pii mcdiantc spigoli Vivi. bcnsi con spigoli smussati. Tale artificio accentua quel Senso di gratia e di legge- rczza che uno dei fattori carattcrizzanti dell'ordinc. • Capitella L •clcmento che pib di Ogni altro distingue e identifica I 'ordine ionico comunque il capitello, che spcsSO dipinto, Come giå si visto anchc nell'ordinc dorico. preferibilmente con i colori rosso. oro e blu. Esso composto da un piccolo echino convcsso dc• corato a Ovoli e dardi, da due morbidc volitc (dal la• tino zwvere, girarc, in quanto la loro forma fa pensa- re a un moto rotatorio) e da un sovrastantc abaco. di dimensioni assai modcstc rispctto a quelli dorici, ha Pianta quadrata e presenta uno spessore tanto limitato da scmbrarc una semplice modanatura. II Suo profilo curvilineo talvolta decorato anch 'esso a ovoli e dardi, in modo da raccordarsi pii dolcemcnte con la sovrastante trabeazione. Trabeazione Come nell'ordine doricola trabeazio- nc formata da trc clcmcnti sovrapposti: architrave, •o e cornice (o geison). • Arch itrave L' architrave tripartito orizzontalmen- te, vale a dirc formato da tre fascc sagomate in modo da risultarc lievemente aggettanti I 'una sull 'altra. Fregio II frcgio continuo e non piu suddiviso, co- me ncll'ordine dorico, da metope e triglifi. Esso percorre dunque scnza interruzione I ' intero perimetro dell 'edifi- cioe, mentre nci primi templi ionici era costituito da una serie di lastre lisce, anche se spesso vivacemente colorate, in scguito vicnc imprcziosito mediante bassorilievi. Tavo etta di so stegno Capitella Listen o Ovoli e dudi Astr agal o Atene Capitello e Atene ac Col on Crepidoma Apon ge Cintura crachc costeggiavalc murameridionali dell'anticapo/is. Miléto. Éfeso, Colofåne e Smirne) ei continui contatti L 'edificio meglio conservato senza dubbio qucllo commerciali cculturali conlc vicine popolazionidcll'o. Tcmpio F, noco anche comc TempiodellaConcor- ricntc asiaticoedella Mesopotamia avevanomaruraco in dia Si tratta di un armonioso tempio di ordi- lorouna sensibilitåc gusto diversi daquclli dorici. ne dorico soprannominato «della Concordia» pcrvia L •ordine ionico, cornunquc, non resta un fenomeno di alcune iscrizioni di epoca tarda rinvcnutc nci pressi. isolatoallcsole costcoricntali dell 'Asia. Giå ncl VI seco- Esso presenca una Pianta periptera esastila di 10 a.C., infatti, ormai estcso anche alle principali Sacella Dal latino sacé/h»rn. 16,91 x39,44 metriæ, secondo an rapporto pro- isolccgcc (Samo,Lesbo, tare a apertu porzionale di assai prossirno del parre- tica (l 'antica regione dclla Grecia Ove si trova Atene) c da un reanto Consarratoa noncdi Anchc la peristasi ormai allalontanissimaMagna Grecia. D pill' poteva essere ricorrentc di 6x 3 colonnc. 00 dj O pehegnnaggio Costruito intorno al 420 a.C. in pictra calcareadcl Rapporti proporzionali • Se Vitruvio paragonava la Modanatura I Dai latino luogo, ricca di sedimenti fossili che le confcrisconoun colonna doricaallamassicciapoccnzadelcorpo maschi• caratteristico colorc aranciaco, l'cdificio si innalza un le, ionica ritiene simile alla slanciatezza del- unarchte:ture, elemento de- coretwc crepidoma di quattro gradini. II naos, a navata unica, é laGgura femminilc.L'altczzacomplcssivadellacolonna, • Cornice Sopra il frcgio, infinc, corre una cornice (il geison) Che, puc sc meno sporgente, strutturalmentc si- mile a quella dorica. Anche il frontone resto, costi- tuito dagli stessi clementi del tempio dorico. Tracciamento della voluta ionica N'iufi•ii Collarino. volute e baltei Atene, Prcpilei a C Base attica Atene Eretteo ac 5.631 Kt Schema delVordine ionico con nomenclatura GUARDR p. 62 preceduto dal pronao e scguito simmetricamen dall ' 0- due altre part deha struttur,y pistodomo mentrc due scale in Pietra ai lati dell 'ingrcsso Ovoli edardil Da' latino an,'" conducono alsottotccto, sccondo una tipologia giå con- uc„c e fråncone frec- solidata. Le colonne hanno un'ahezza di 6,67 metri, pari rncuvo deccret.vo consistence a 4,61 il diantctro dclla colonna all'imoscapo. e il e proporzanato 4'- loro forre spcvsore dovuco alla scarsa rcsistenza della t' [a to,'rna d' e ,ar_ Pietra locale impiegata nella costruzione. II conflitto angolarc vienc risolto allargando lieve• ceo,'at/ (Come punte ai freata) infatri, qui pari a 8 (0 9) volte il modulo, mentre l'in• tcrcolumnio pub misurare da due moduli a due moduli e un quarto, e quello centrale dei lati corti fino a 3 moduli. Colonna • Ncll'ordine ionico la colonna si compone di tre clementi: 'a base, il fusto e il capitello. Base Mentrc fusto e capitello erano presenti gih nell'ordinc dorico, la base compare pcr la prima volta Fra 'e che I-architet- to e 'o scalpel'ino incontrava• no nel progettare e realizzare capitella la maggtore consisteva nel tracuamento gecmetnco '.oILta LA völutä una spirale figura geometnca eelie cui proprieta dscute qi Archimede Peramo 'a c$rale archimedea Che vie- tracciatager volute ioniche La Cesr_l del in cu. bisogna tracaare la volu- si deve a VitruviO nel librc del De architec:uto La de- scnzione ha impegnatc a turgo gli Studios' tin dal Rinascmen- dando a lr,ter• II alquanto seraplitev qui schemanzzato (e che non si d'5c05ta molto da quell' Vitru- varo)é quell' prcposto cogo Earazzi da Vignola nel uattato Rego!u dell' cinque ordirn darch,tæturo (Roma Issa) 82 Unita Jl La Grecia 5 Grecia arcaica. L'inizio della civiltä occidentale 83.

Scene 10 (9m 46s)

Samo Heroicn S7s-s60 •C Veduta aerea 5.651 samo Hermon ca 575,560 ac Veduta Celle rcuine 5.66 i & dl rastruzione Cella planta d' Samo peristagi di peiltasi di •.ovgev.l all • interno di un antichts• a dcl• M' lesti In segnito dedicato ad Artemide. dea delh che di conscguenza I 'appellativo di ER•sia. La di quesco grandioso edificio. gli anti- costrun chi considcravano una dcllc Scttc Meraviglic del Mon, do Antico. si protrassc pcr circa un sccolo: dal 560 al •'60 a.C. e richicse sforzi cccezionali ai suoi artefici, pcrché costruito su uti tcrrcno paludoso. comc raccon- ca l'cnciclopedista romano Plinio il Vecchio 'AnWS: Una realizzazione della grandiositi greea de- gna di aureatica meraviglia tempio di Dii- na [nome latino di Artemidcl che ancori stc ad Efeso, la cui costruzione impegnö totta I •Asia per 120 anni. LO crcsscro in una zona palustrc, pcrché oon dovessc subire terremoti o tcmcrc spaccature del suolo; Waltra parte. poiché non si voleva chc lc fondamenta di un edificio tanto imponcnte poggiasscro su un suolo sdrucciolevole ed instabile, si posc sot- to di esse uno strato di frammcnti di carbone ed un altro di velli di lana. (Plinio il Vecchio, Narmalis Historia) L' Arremision venne poi distrutro ncl 336 a-C. per esse- re subito dopo ricostruico, a partire dal 334 a.C..grazie anche all •interessamento di Alessandro Magno. II tcmpio, di cui Oggi non rescano Che pochi fram- menti dispersi, fu costruito dagli architctti di origine crctese Chersiphron (o Chersifrone, attivo attomo al 560 a.C.) e Metagenes (o Metågene). rispcctivamente padre c figlio. II colossale edificio, interamentc in marmo, cra un diptero octastilo sul lato occidentale ed enneastilo sul lato opposco, di circa 55, I I mctri, circondito da unasclvadi 1 16 colonne disposte tre filc sul fron- e su due sul retro e sui lati La peristasi di 8x21 colonne rimanda a uno schema molto allunga• to, tipico del gusto dell Asia Minore. Contrariamcntc alla tradizionc il fronte principale cra rivolto a ovcst e presentava un vasto pronao a tre na- vate di forma pressoché quadrata. II naos, runica parte a essere costruita in calcarca. comunque rivestita in lastrc di marmo, era del tipo ipctro, a dire privo di copertura. A1 Suo interno si trovava una cappcllina chiusa a forma di piccolo tempio — il nåiskos (dal greco nåio, abitare) contcncnte la Statua lignca dclla divi- preccduta da un'ara votiva. Concludcva la costruzionc un ambience minore, forse anch'esso ipe- tro, similc dci templi sicelioti. Le colonne. Che in base agli studi pih rcccnti dove- vano esscre solcatc verticalmente da 40, 44 e 48 scana- lature, alternativamente di due divcrsc larghezze, rag- Naos manta 5-70 ecc•za ur, seco'odC arena s.71 1 -a. Eteso 5-721 & •potes• d' Ceda tempio arca•ro di F',eso (da F Kr«hen. Heraion di Samo • Nonostante la grandc diffusione che l'ordinc ionico raggiunge fin dal VI sccolo a.C., pochi c frammcntari sono i resci di templi d'etå arcai- ca sopravTissuti allo scorrcrc dcl tempo. Ciö dovu- to sia ai rimancggiamenti a cui sono stati sottopostl in epoche successive sia alle devasrazioni di carattere bellico- Uno dei piü antichi c importanti edifici ionici. la cui originc si pcrdc quasi nclla leggcnda, l' Her,iion di Sarno (ca 575-560 nell 'omonima iso- la postadi Fronte alle coste dell 'Asia Minore. II tcmpio sorgcva all' interno di un grand e santuario dedicato a Hera — chc secondo il mito sarcbbe nata e si sarebbe sposata con Zcus proprio sull'isola — intorno al qua- lc nacquc c si sviluppö una dclle pifi illustri scuole di scultura arcaica Ricostruito pii volte, Oggi non ne rimangono chc pochissimi rudcri sicmc allc descrizioni tramandatc dagli autori antichi (in particolare Vitruvio), hanno comunque permcsso di ricostruirne I 'aspecro_ II tcmpio fu rcalizzato da due architcczi nativi della stessa Samo: Rhåikos (o Réco il Giovane, attivo nclla prima mctå del VI sccolo a.C.) c •lheodöros (o Teodo- ro II. arrivofrail 570 eil 525 a,C.). Impostato sui due gradini di un colossalc crepidoma di 52,SOx 105 mctri, il tcmpio dcl ripo diptero octa- (si tratta del primo edificio diptero noto), in para• realizzato sui resti di prcQ-edcnti templi c alta- ri risalenti addirittura agli inizi 'VIII sccolo a.C. Contratiamcntc alla tradizionc, la costruzione si pre- scnta aslmmctrica in quanto priva di opistodomo e con dieci colonne sul lato occidentalc e Otto sul fronte Orientale. II vasto naos. di circa 25 x 52,50 metri, divi- so In cre cosi come il pronao. di forma presso• ché quadrata (circa 25x23 metri). Fu probabilmcnte per la ptcscnza di numero Cosi alto di colonne Che 5.671 Same. Hermon Particoiare del fusto Ci una colcnnö 5.68 Scnema gratcc e della base sarn•a di una r_clonra delfHermon di Sama Fusta Scan alate —Toro - Le 104 colonnc dell 'enorme peristasi dovevano ap parire particolarmcnte esili e slanciatc, grazie ancht all'altczza di 18 metri (pari a ben 12 volte il diametro all ' imoscapo) c alle 40 scanalaturc a spigolo smussato che ne ingentilivano il fustoæ• Le colonne poggiavano sulla cosiddetta base simia o base asiaticaæ, un tipo di base, cioé, costituitada un semplice toro decorato al tornio con una serie di Icy gere scanalature orizzontali, a sua volta appoggiato un clcmcnto cilindrico analogarncntc scanalato (spin'), 84 Uniti La Crecia giungcvano l'altczza di 18,90 mctli. pari a 12 volte il modulo (diametro all' imoscapo). Essc culminavano con capitelli marmorei dalle morbidc volute che in quelli dcl fronte principalc erano sostituitc da roscctc scolpitc a pctali, come ancora possibilc vedere dall 'unico esempio conservatosi, Oggi al British Almcno 24 dellc gigantcschc colonnc antistanti al pronao, infine. poggiavano su alti tamburi di marmo scolpiti con figurazioni a rilievo S Crecia arcaica. L'inizio della civiltä occidentale.

Scene 11 (10m 51s)

Capitello Tholos Eusto Atene, a C -BOCC Atene. Scnerra connzio con relativa nomenclatura 5-74 ' + Schema esp'icatr•o d' lorrnazon± d8 a. Calcito corona pistillo Stero 10 Voluta capitello Fog lia Fog I i etta j Occhio o goccia Plinto crepidoma L'ordine corinzio o fiore CauliCOIO Astragalo Mentre gli Ordini dorico c ionico possono esscrc consi- derati sostanzialmencc contemporanei quanto a svilup- po c a diffusionc, I 'Ordinc corinzio risale ad almeno un sccolo dopo (quindi al V secolo a.C. circa) e Ia sua massirna diffusione solo in et•i ellcnistica (cioé a partire dagli ultimi decenni del I V SCCOIO a•C•) Dal punto di vista cronologico sarcbbc dunquc impro• prio parlarnc in questo capitolo, ma. poiché tradizione consolidata descrivcre in successione i rre ordini archi- tcttonici greci, verrå rrattato egualmente a questo punto. L 'aggerrivo corinzio (dalla cittå di Corinto, una delle potenti e importantipo/e•lj del Peloponneso) indica la localitå ncl/a quale questo nuovo ordine nascc c inizia il che metro all' imoscapo ne confine con il ret-zo stile. definito corinzio, imita IA bellezza Hella figura delle fanciulle, che per la loco tcne_ hanno membra cosi sottili da prestarsi ad aggraziati effecti ornamentali. per queste ragioni talc ordinc stato il meno usato da. Greci, chc 10 considcrarono spesso eccessivamcnte borato e, di conscgucnza, inadatto alla costr uzionc di grandi e severi rempli o di altre importanti operc pub. L'ordine corinzio, comunque, avrågrandissimo luppo in epoca cllcnistica, comc nel Caso dell' O/ pieion di Atene c dcl Tempio di Apollo Didimc Colonna trabeazione, la cornice c i timpani no turro simili per forma e proporzioni a ionici. Le diffcrcnze dell 'ordine corinzio rispetto altri due, c in particolarc all'ordinc ionico, riguardano la basc, il fusto c il capitello dclla colonna. Base La base della Colonna corinzia riprcnde quell. ionico•arrica, ma ulteriormcnce rialzata mcdiante basso parallelepipedo a Pianta quadrata, il plinto greco plinthos, mattone), soluzionc talvolta giå presente in alcune basi dcllo Stesso ordine ionico. FustO l] fust0 percorso verticalmcnte da una Serie di 24 scanalature a spigolo smussato, uguali, pcr nu- mero e forma, a quelle dclla colonna ionica- • Capitello Ciö chc piå di Ogni altro elcmento carat. terizza I 'ordinc corinzio rispetto ai duc precedenci Co. munque il capitello, composto da un nucleo a forma di tronco di cono detto cålato (in greco 3. Artorno a esso si dispongono dcllc foglic stilizzate di acanto organizzatc su duc registri in relaziOne tczza: quellc pii bassc formano la prima corona u e qucnc piin altc Ia seconda corona a. A volte pub csscrc presente anchc una terza corona di foglic pit minute e meno vistosaø• Tra lc foglic della seconda (o della terza) corona sopravanzano degli Steli (detri caulicoli) terminanti ognuno con un calice da cui si dipartono le volute. Lc quattro paia maggiori sono in corrispondenza dci quat• La statuaria dedalica un antecener're della scultura arcaica piü greche di cui sia ginnta notitia sono gli Idal grccoxéo, lisciare. levigarc), scul- l'; •c o di culto, ricavatc direttamentc dai cronchi d 'albcro c note solo attraverso i racconti di scrittori c pocti passato. I primi esempi di sculrura monumentale a rutto tondo, invecc. risalgono al VII secolo a.C. I centri piu importanti di produzionc sono le isole Cicladi. lc cittå dell 'Asia Xlinore e soprattutto risola di Crcta. La scultura di questo periodo viene chiamata dcda- Jica iPAnt poiché i Greci attribuivano ['invenzionc della rapprcsentazione dclla figura tamana a Dcdalo, il primo artista, talmentc abile nella resa dei corpi da riu• scire a dare l'illusione del movimenro, dello sguardo e della parola. Euripide. il grande poeta tragico, scrive chc lc Statue dcdaliche sembravano «fuggirc e guardarc» II filosofo Platonc aggiunge che Dcdalo fu il primo «ad aprirc gli occhi» delle statue c «scparö loco i piedi si Che esse davano I 'impressione di camminarc» c per ta- lc ragionc bisognava lcgarle. pcrchc: non fuggissero via. «comc sc fosscro dotatc di una propria autonomia». Cosa piü importantc, infinc, mocivo Che rende glorio• sa la statuaria grcca, la riflcssionc sulla completezza e universalc perfezionc dcl corpo umano la cui immagine scolpita non dcve esserc collegata a un sostegno archi• tettonico (comc era necessario per la sculcura colossale egizia). ma vive libera nello spazio. Riflessione chc con- sidera il corpo umano, soprattutto nudo, assolutamcnte proporzionato, espressivo e capacc di assumcrc Ogni po- sizione. Esso, in altre parolc, una crcazionc giå dotaca di una bcllezza estrcma, Che ncssun monile o veste avrcb- be potuto migliorare: ragionc per cui la nuditå sarebbe stata per pii sccoli la caratteristica e oggctto di tucca la statuaria greca. La scul tura monumcntale dcdalica presenta caracteri- stiche ricorrenti: lc figure, rappresentacc in piedi con le gambe unite in posizionc stantc), sono concepitc per una visione frontalc, dallo scarso spessore e costrui- tc attraverso la sovrapposizione di volumi geometrici: i dettagli anatomici (pectorali, addome, cosce, glutei) so- no incisi il volto triangolare o a formadi "U", la testa incorniciata da una massa pesante di capelli, suddivisi in treccc, Che ricorda I' aspctto delle Statuc cgizie. Dama di Auxerre • Intorno alla meth dcl VII seco- 10 a.C. anchc la scultura in pictra raggiugc una qua- litå clevata. Fra gli esempi mcglio conservati della statuaria dedalica monumcnrale una scultura voti- va, proveniente vcrosimilmentc dalla necropoli cretese di Elcutherna, dove stata realizzata intorno al 640- 630 a.C. per segnalare il luogo di una scpoltura. Essa raffigura una giovane donna, forse un'orante, identifi- cabile dal gesto della mano destra portata sul pctto, no• ta come Dama di Auxerre in quanto rinvcnuta ncl 1907 nel magazzino dcl Musco di Auxcrrc, in Fran- cia, Che due anni dopo la scambib con un'altra opera dcl Musco dcl Louvre, dove attualmcncc si conserva- La Dama di Auxerre una figura Stante alta circa 75 centimetri (compresa la base), perfectamcnte fron- tale c di modesto spessore (circa 10 em), quxsi quello di una stele o di un'erma. La rigiditå c la posa risento- no ancora delle normc rapprescncativc cgiLic. II vol- to ha una forma grosso modo triangolarc cd caratterizzaco da grandi occhi, una fronte bassa c una folta capigliatura a treccine Che, ricadendo sul petto c 5-75 It altezaa (cor. punto" Parigi Museo dei Louvie Vedutp 5-761* scnems delta Damo d. 5-771* Calco ton Ia ncostruzlone dell'otvg.nar•a pollCromlZ cle"a di un•uerslta d' carnbndqe tro spigoli, mcntre lc quattro paia di volute pii piccole a svilupparsi. In un branodel IV libro dcl suoDe,zrchi- spuntano in corrispondcnza della meth del lato dell'a- tectum, Virruvio narra che iJ capitc/lo corinzio sarebbe baco e sonodetteélici (dal latinobé/ices, singolarché/ix, stato ispirato al raffinato scultorc ateniese Callimaco spirale). Dalle foglic, fralc elici,si erge uno stelo drit10 decenni del V secolo a. C) fo- chc sulla sommitå si apre in un fiore dal grande pistillo glicd'acånto (dalgrcco,ikantha, spina, piantamcditcr- Che rivolge la corolla verso l'estcrno c Che, trovandosi ranca con grandi foglie frastagliatc) crcsciute intornoa dell'abaco, prendc. perl 'appunto, il nomedi I un cesto posto sulla tomba di una fanciu]la di Corinto. fiorc d 'abaco o fiorone. Visto in pianta, l'abaco non& NCI complcsso l'ordine corinzio risulta csscrc il quadrangolarc ma mistilineo, in quanto presenta una corona Unjtä II raffinatoe snello fra gli ordini architectonici grcci.La forma assimilabile a quella di un quadrato avente, al La Grecia sul dorso, ma hsciando libere le spalle, quasi annulla Ia prcsenza del collo. [l braccio destro picgatoe la mano, tesa, portata i due scni; il braccio sinistro disteso lungo il fianco. La Dayna indossa una lunga veste dalla quale spor- gono le grosse dita dei piedi. Adercnte c stretta in vita da un'alta cintura, chc mcctc in cvidcnza i fianchi ro- tondi, la vcstc ornata da un motivo di quadrati con- centrici. attualmente solo incisi, ma un tempo anche vivacemente colorati Lc spalle sono protettc da un manto chc copre il braccio destro sino al gomito e accompagna il braccio sinistro fino al polso. 5 Grecia arcaica L'inizio della civiltå occidentale 87.

Scene 12 (11m 56s)

5-78 i t Kcurct e kora' d' arcaica a. Kouros ca New York, Metrcpal.tan Museum Ar1 b. Kouros di Vow-mantra ca 560-540 a C Atene Museo Archeoloq•ro c. Anst.on di Paros Kore Phras.k'eil ca ac Atene, Museo Archeologico Nazionale d. Kore. ca Atene, Museo dellAttopoiv s.791* sacerdote 760-660 C altezza Crn Amon-Rao Chitone Dal g,'eco AL'- to usoa parure 'a seconda meta Gei usato do' uO- SEtente In on ret- tango'o Ona Cu- cro so' 'ato Kouroi e korai II cammino verso requilibrio formale A partirc dall 'eti arcaica la statuaria grcca inizia il lun- go cammino conquista di quclla perfczione tecnica e di quell • equilibrio formale Che ne costituiranno, in epoca Classica, la straordinaria c insuperata caracteristica. I soggerri rapprcsentati nelle sculcure arcaichc sono riconducibili a due tipologic, il kotiros e la kouros (plurale: kØiooi) giovane uomo nudo, in posizionc stante. La nuditi serve a far risaltare il corpo attrm•rso il quale si esprimono sia lc qualitå fisichc (for- za, allcnamento, capacitå di combatterc) sia quelle intel- lettive e morali. II kouros generalmentc rafflgurato con testa eretta; le braccia convcnzionalmente stese lungo i fianchi: ugni chiusi; la gamba sinistra lcggcrmcnte avanzata, quasi ad acccnnarc un passo. La kore (pluralc: kurai) una giovanc donna in posi- zione stante, vestita con una lung* tunica (chitine) e un mantello (himåfion). veste ha la funzione di in- dicare il ruolo della donna nella socictå grcca: cssa cra essenzia]mencc moglie e madrc, pcrtanto tutto quello Che costiruiva un riferimcnto alla fisicitå veniva actc• nuato, anchc se mai annullato. La kore generalmente raffigurata con (ermato sulle da bie (Ie e stretto •n vita una antura. cne C r•La- lungo fitte pic• ghettatule verticali Himation I Manteno IndossAta sopra al chitone Su una o su entrambe le spalle senza uso tbule né di Cinturæ Le donne a volte auvolqevanc anche intorno a' capo per roteq- Gersi da' tredCOc dalia M cost u me testa crerta; — i piedi uniti; lungo il fianco la veste c l'altro ripiegato sul in artodi sort gerC un vasa O un piacto con dellc ofK•rtc. Kouroi c korai possono indifferentemcnte raliigurarcdi. vinitå, personaggi croici o csseri unlani. Dal moment Che lc divinicågreche avevano carattcristiche fisichc cologiche simili a quelle dci comuni mortali, pregi e uguali difetri, sempre difficile riuscire a stabilGt se il sogge1CO rapprcsentatosia un esserc umano o II tcrmine kouras, infatti. identifica un giovanc picno e vigoroso splendore Suo sviluppo fisico grcCO bello) c nell'armoniosa complete-aa sviluppo interiorc (in grcco agathös, buono). Initia affacciarsi cosi il concerto, chc comc si Vedri Sarå for. damentalc per Ia cultura grcca di epoca classica di agathås (bello c buono). In altre parole l'uomo ideale (c dunquc anchc statua clic 10 rappre. scnta) dcvc possedere entrambe qucstc qualit.i, la mcdesima importanza corpo c allo spirito. La scultura arcaica si ispira con estrema evidenu, almeno nellc sue fasi iniziali, a quclla egizia di caratte. re votivo, il chc non deve meravigliarc in quanto, con Ogni probabilitå, i fiorcnci scambi commerciali in bito mcdiccrranco avevano consentito ad alcuni artisti greci di venire in contatto con piccole statue di prove. nicnza cgizia o, quantomeno, di avcrne avuro attcndi_ bili descrizioni. Operc simili all Statuetta I cgizia del sacerdote Khonsuiraa ad esempio, so. I no forse circolate anche in Grccia. A parte la diversiti . delle dimensioni la somiglianza stilistica con le sta. tue grechc arcaiche molto acccntuata, sopractutto per i quel Che conccrne la gamba sinistra avanzata e la rigi. da positione braccia, con i pugni serrati intorno I a duc corti cilindri, simboli del pocerc. Lc differcnzc, semmai, stanno nelle finalitå: la statuaria religiosa egi• Zia, infatci, cra sempre conncssa ai riti dclla sepoltura, mentre quella grcca di cpoca arcaica aveva destinationi. non necessariamente funcraric. Per sottolincarc il parallelismo esistente tra 10 svilup• I po dcll 'architettura c della scultura arcaichc si soliti individuarc trc correnti scultoree predominanti definite rispettivamente: dorica, attica e ionica. Si notcrå comc la ricerca proporzionalc si Vada gradualmcntc affinanda a partire dalle Statue dorichc piu antichc, caratteritzatc da teste troppo grandi rispetto alla partc superiorc del corpo alquanto corra e cozza, Sino alle pith recenti, atri- chc e ionichc, in cui 10 studio nud0 arriva a rapprc: sencare i corpi secondo pih giusti rapporti. La scultura dorica La scultura dorica si sviluppa tra il VII e il VI scco• 10 a.C. ncl Peloponneso. la prima regione ad aver subito sin dalla Gnc del II millennio a-C. l' invasion' dci Dori. Tra gli elementi pit ricorrcnti e caratterizzanti : della scultura dorica si annoverano: Ia per [a figura umana maschilc, nuda: propor•zioni massicce. -hc ne deriva ocl complcsso. di grande so• lidit.i e I-c figure non obbediscono ad alcuna lcæc di con la realth naturalc. ma, al con• tracio, volont.i di esprimcrc una severiti e una calma quasi soprannaturali_ Simmetria • Gih da questo periodo gli artisti greci cercano di dare idea del bcllo non tanto per la somi- glianza delle statue al Vero. quanto per la corrisponden• za simmetrica fra le varic parti dcl corpo_ Qeesto av• vicne secondo dcgli scllclni geometrici chc non hanno alcun riferimento con la rcaltå del corpo umano. E pos• sibilc. infatti, individuarc delle ideali rette Orinontali e verticali (assi di simmetria) attorno Certc parti del corpo sono messe in e,ridcnza comc se fossero Ecco allora che alle dopptc curve dei muscoli pcttora]i corrispondono, secondo il rclativo di simmetria, le opposce curve delle clavicolc Allo stesso modo, alle curvc a grandi «V» Che delimitano infcriormentc il to- race, corrispondc I 'uguale e opposta Curva dell 'attacco dcllc gambe al besto c dell' inguinca. Lc Curve e lc inca- vature chc individuano lc picgature dellc braccia, infinc, sono richiamate, per analogia, dagli archetti scolpiti al di sopra dcllc rotulc e dallc «V» al di sotto di csse. Nella parte posteriore lc curve delle scapole si op- pongono a qucllc superiori dei glutei, mcntre duc curvc a «V» Segnano i gomici c coppie di archetci definisco• no i tendini della Piega ginocchio n. Kleobi e Bitone • Uno dei pii significativi esempi di scultura dorica Otfcrto da una coppia di kouroi risa- lente al 610-590 a.C. rinvenuta a Delfi, chc fin 'ctå arcaica rapprcscntb per tutti i Greci il piu importan- te sancuario dedicato ad Apollo, posto allc pcndici del montc Parnåso Lc due Statue c i plinti su cui poggiano sono stati ricavati da un unico blocco di mar- mo. Secondo l' iscrizione Che corre sul lato superiore dei plinti, rautore Poliméde (o Ymédes), uno scultorc originario della cit'å pcloponnesiaca di Argo. I kouroi, donati dagli Argivi al santuario sono da idcntificare con i fratclli c Bit6ne, figli di Ci- dippe, sacerdotessa della dea Hera. Narra 10 storico Erodoto (484-dopo il 430 a.C.) che i due giovani, per conscntire alla madre di arrivarc puncualmcncc al tcm• Pio di Argo, in occasione di una festivith, si sostituirono ai buoi, non ancora giunti dai pascoli, e trascinarono il pesante carro di Cidippe per 45 stadi (circa S kilome- tri) (Storie, I, 31). La sacerdotessa, riconosccntc, prcgö Hera affinché ricompensasse degnamcntc talc impresa e la den, commossa dal generoso gesto dei due giovani, li fece sprofondarc in un sonno piaccvolc ed eterno, al fine di prescrvarli per scmpre dall'invccchiamcnto, dal dolore e dalla morte. 88 unitå II La Grecia 5 d' Argo (aur e Msrmo d' agene r8 e Delti Museo •GUARDA D, Grecia arcaica. Cinizio della civiltå Occidentale 89.

Scene 13 (13m 1s)

Ponmed" Argo s.831' Puhrnede A'qo (dttr ) K'eob' e B'tone Veduta postenare 5.841. Moschoph"C'V ca Marmo del[lrnetto alteua cm Atene Museo Intero e Cel volta. kr.ema geometrica on 9rgo '(uro Lc Statue, Che nellc proportioni tone rivelano tutra la massiccia espressivitå della scultura dorica, raffigura- no i duc fratclli nella traditionalc positione Stante Le braccia. assai muscolosc, sono leggermentc acssc e i pol- pacci appaiono cvidenziati in modo quasi innaturale. Anchc la testa deikom•oi dcl rcsco, eccessivamcntc so- vradimensionata_ La sua forma squadrata, comunquc, contribuiscc a confcrirle un senso di maestosa gravitå, ultcriormcnte accentuata dalla voluminosa capigliatu• ra, clic ricadc Con dodici pcsanti trecce: sei posterior- mentc, sulla schiena, e sci anteriormcnte, suddivise in duc ciocchc di tre su ciascuna dellc clavicole. Sotto la bassa fronte e le ampie arcate sopraccilia• ri sporgono duc grandi Occhi a mandorla spalancati, memre le labbra risulrano appena increspacc in una sorta di misterioso Si tracta del cosid• detto sorriso arcaico, comunc a molte sculture greche del tempo, A csso alcuni attribuiscono un significato di scrcnitå c impcrturbabilit.i intcriori. Pit vcrosimilmcn- tc, invecc, si tratta del tentativo di riportarc sul piano dcl volto — che non ha ancora una conformazione ton- dcggiante — naturale curvatura dclla bocca (10 stcsSo accadc per gli occhi). In Kleobi e Biroue anchc il modcllato delle ginocchia e dell'addomc assolutamente non realistico. Sia lc unc sia I 'altro, infatti, vengono resi mcdiantc una se- rie di incisioni geometriche: circolari pcr indicare le rotule e campaniformi per darc I 'idea della cassa tora• cica e dell'addome. Le due Statue, nonostante Che il loro volume mas- siccio possa far credere il contrario, sono State scolpitc per essere osscrvate frontalmcnte, secondo una tradi- zione scultorca ancora ricollcgabi]c all'arcccgizia. Vistc di lato o da dietro, infatti, esse pcrdono gran parte del- la loro espressivitå e Ic testc appaiono innaruralmcntc La scultura attica La COrrcntC attica si sviluppa fra Ia prima e la secon- da mctå del VI secolo a.C. soprattucro ad Atene c nei territori limitrofi_ Se nella scultura dorica prevale la contrapposizione violenta delle massc (testa, toracc e arci scrnbrano scol- pti ognuno per proprio conto, quasi fosscro elcmenti tra loro indipendcnti e dotati di un autonomo significato), in quella atrica si tenta di armoniuare meglio tra loro le varic membra, per consc•guirc un maggior equilibrio di volumi c una piti razionale unitarietå dellc singolc parti. c lc Zampe dell•nnimalesi in- nn di c di austera gambc dal ginoccliio in giil sono monnn andarc complet.tmenre prolate. tranne dita dcl piedc la portione di base cui poggiavano. ai pitl arcaici, il Alosc/'upbo- nori covnplct."lncntc nudo. ma indnssa la chl.iina, nn •nantcllo i Greci portavano sopra il chitonc_ La sottilc di consistcnza quasi Immaterialc. rendo al corpo ne cvidenzia la mascolatnra, mcttcndol.l in risalto pii di quanto non sarebbe stato in Caso di nuditå completa, [nolcre la testa del vitello, ruotata frontalmcntc. comc le braccia ripiegate e lagamb.t sinistra avantata del {'unnus, pur accennando a dei •novimcnti, ribadiscono la perfetta immobilitå del- la composizionc. La tcsta dcl Mosc/np/yoros, di forma ovoidalc. in- corniciata da un'acconciatura di capelli ondulati resi come una scqucnza di pcrlinc stilitzatc chc si raccol- gono in trcccc ricadcnti sulle clavicolc. Una barbetta liscia a frangia, priva di gli orla infcriormentc il volto secondo II moda arcaica. Tutti i particolari ana- cornici sono realizzati con grandc accuratctza tecnica, ccrcando di ricondurre le varic formc a schemi geome- crici scmplici c immcdiatamentc riconoscibili, cornc gli archi dcl sopracciglio e dellc labbra, il ccrchio dell'om• belico c lc pcrline dcllc trccce. Nonostante la statua sia rcalitzata in marmo metro, dunquc utilizzando un matcriale scultoreo assai prcgiato, Con licvi striaturc azzurrinc, essa prcscnta evi- denti tracce di policromia (Occhi — peraltro iride di quarto — capigliatura, carpo, Vestc, vitcllino). Come si giå osscrvato per i tcmpli, infatti. anche le statue arcaichc crano originariamcnte dipintc, il Che dovcva senza dubbio confcrirc loco un aspetto c un significato molto diversi da Che Oggi si in grado di imma- ginare, fortcmcntc legati alla loco funzione di Oggctci votivi da offrirc agli dei, di Steli funcrarie o di rappre- senrazioni di dei o di defunri. Cavaliere Rampin • II cosiddctto Cavaliere Rampin venne rinvcnuto nclla «colmata Persiana Acro- poli di Atene •p..l@. La scultura, Che risalc alla metå del VI sccolo a.C., giunta non solo frammcntaria, ma la testa si conscrva al Louvrc dal mentre il torso e partc dcl cavallo ncl Musco dcll'Acropoli della II nome Rampin», con cui universalmente cono- Sciuta, qucllo del collczionista franccse Che per primo posscdcttc la sola testa. É probabilc chc la statua stre — la pith antica della Grecia ncl Suo gcncrc — faces- se parte di un gruppo scultorco commemorativo com- prendente due cavalieri vincitori (identificati talvolta nei Dioscuri — Castore c Polluce — e perfino in Ippia e Ipparco i figli di Pisistrato, per due volte, e a lungo, ti- ranno di Atene). 5.86 le La testa presenta una leggera inclinazionc lateralc rispetto al busto; allo scesso tempo il torso del giovanc ruotato rispetto a qucllo dell'animale, nel tentativo, daparrc dell' ignoto maestro, di porre cavallo e cavaliere Su duc distinti piani. Le superfici ortogonali che defniscono la volume- tria della tcsta, i grandi Occhi obliqui dalla prominenta delicata che disegna le palpebre, e le labbra dal taglio lunato testimoniano l' appartenenza dclla scultura la corrente attica. Tuttavia la finczza dcl trattatnento sculcoreo, con i morbidi trapassi di luce sulle superfi- ci, il chiaroscuro acceso dci capelli c della barba, la licvc incavatura cstrcmitå della bocca, avvicina- no l'opcra agli csiti della dolce scultura ionica- II VOI- to, decisamcnte esprcssivo, incorniciato dalla barba, resa con un motivo a perline memore della scultura mcdioricntale, nonché dall'claborata acconciatura dei 5.871 t Cava!'oe Rompin Marmo, altezta (la testa Atene Museo dell'AcrcpoII Colmata persiana I •Co'rna• ta (n teoesco Perser- letteralmente •macere dato fine dile losse d' nernprner.to ritrcvate m con- tenenl• numeroq trammentl (statue e decoraz•cn• arcn•tettonvche d' ed.nci sacn) Cli archeologi "tennero trovato le tosse r•vuai• n qi Atemesl avevano c,epcito re- perdute, •n celeste 90 Moschophoros Uno dei pii significativi escmpi di scultura attica il Mosc/"phoros (dal greco 'nosebos, Vitello, c poor"s, portatorc), risalcnte circa al 570- 560 a.c. por. ta un vitellino sulle spallc 'cncndolo perle zampcc, sc- condo un'iscrizionc prescntc sulla statua stessa - «[Rh) ombos tigliodi Palos mi hadcdicato» rapprescnta un uomo nell'atto di portarc al tempio la propria offcrta. La Grecia capelli (barba, capelli e iride presentano ancora tracce di una colorazione rossiccia; la pupilla era dipinca di nero). Numerose treccine, infatti, calano con regolaritå dietro Ie orecchie, avvolgcndo nuca, mcntrc altre, Che tcrminano in piccole spirali, si dispongono simmccri• camcntC sulla frontc con andamcnto divergcntc vcrso destra c vcrso sinistra a partirc dal ccntro. Una corona di foglie di quercia cinge la tcsta dcl cavaliere, ornamen- to Che lascia ritenere Che egli possa esscrc il vincicore di un concorso panellenico, forse dei Giochi Isrmici o di quelli Nemci. sti del saccheqq.o comp.uvo 480 e aca non pctendoll d'svuqqere o dal permetrosacro La Stooerta d' quest' prez'•s' ma- di epcca per •e mutuat' o trammenta'L avu- to una Importanza Caoitale per 'o stucc dell'arte qreca a quel numento. 'nfatt', 'a scenza cema «uitura sv hm•tava quasi esclus.varnente a epoca romana da ortg.nai' alee ai oenoCo Severo e Giochi Istmici I S' swo•gnano Cernte, ld Litta dell •stmy oqm due arm. •n oncre Pose.oon Giochi Nemei I S' Svclgevano nela vane Nemea in oqni tie anr„, in enote Zeus Unitå S Grecia arcaica Cinizio della civiltå occidentale 91.

Scene 14 (14m 6s)

92 IJnitå l' 5-88 Marmo Nasso. cm Atene Museo Nanonale La scultura ionica Pur csscndo sostanzialmcntc contemporanea a quella attica, scultura ionica atringc alla traditione orien- tale ed pcrtanto caractcrizzata da: una maggiorc rafhnatczza modellato, molto pii atccnto ai particolari anatomici; un uso di proportioni pili dolci e slanciatc; —una pii arnpia libertå compositiva rispetto agli schemi traditionali di riferimento. Le figure che nc risulcano sono quindi meno rigidc c spigolose anticipando in modo sempre pih evidentc requilibrio formale e le novitå tecniche di quella che sari la statuaria classica ippÄoO. Kourosdi Milo Kourosdi Milo (550-540 a.C.) de- vc il Suo nome isola cicladica dove stato rinvenuto nel 1 891 La statua si conscrvata prcssoché in• tcgra, anche il marmo di Nasso di cui costituita ha sofFerto di una force corrosionc superficiale, che ne ha un po' altcrato i lincamenti_ II kouras, complcramente nudo, ha Ia consucta po- sa stantc dclla traditione dorica. ma se 10 si confronta La Grecia ma ion khlto aGL.JAltOA' 5-90 1 e 3 Si tratta dclla cosiddctta Hera di Samo, che gli stu- di pii recenti datano attorno al 570-560 L 'imponcntc kore, rinvcnuta priva dclla testa (acefala) insieme ad altre Statue lungo la via Sacra Che conducc- va all • Heraion di Samo •p. 84! faccva forse parte di un gruppo statuario, rapprescnrante O la stcssa dea Hct•ao una fanciulla che rcca offcrte al tempio. Comc ricorda un'iscrizione su uno dci bordi del vclo, cssa fu donata da un tale Cheråmycs. La limpida forma geometrica di quota kore rimanda aglixuzna preellenici (come noto, ricavati dircuamen- te da un tronco d 'albcro). La statua, infatti, sostan• zialmente c in posizione stante, con il chitone di lino, fittamcntc plisscttato, che si allarga a campana in basso, lasciando spazio al solo sporgcre dclle dita dci picdi uniti. [l braccio dcsrro steso lungo il fianco, con la mano, serrata a pugno, trasparc at, traverso il sotrilc tcssutodell'himarion- Un velo leggero lc copriva la tcsca. braccio sinistro, invcce, di cui non resta Che la sola traccia, doveva esscre rappresentato, sc- condo la tradizione, nell'atto di sorreggere un dono o forsc lc chiavi metallichc dcl tempio della La verticale regolaritå delle sottilissime picghettatu- re dcl chitone confcriscc alla figura uno slancio mitiga• La pittura vascolare Nero e rosso tra arte e artigianato S.91 moLess.one ca sac-Elo a C n a terroera 08 Arene Museo Di un popolo come qucllo greco, del quale conosciamo, Nazionale Parncolare forsc pii chc di qualsiasi altro dell 'antichitå, Ogni aspctto della storia. dclla culturac della vita, non ci invece rima. 5.921 sta quxsi d • pittorica. leno La Perdita. dovuta in massima parte alla deteriora- tempera Da Museo Rcheoiowr_o bilicå dci mazcriali, risulca tanto piu grave in quantole PamcoLme fonti storiche (sia quelle del tempo sia. successivamen- te, quelle romane) tiportano il nomc d i molti pictori M {amosi quali, ad cscmpio: Polignbto di Taso (attivo fra il 480 e il 450 a.C.), Zéusi di Eracléa (attivo nel- seconda mctå dcl V sccolo a.C.), Parrisio di Efeso (attivo nella seconda meth del V secolo a.C.), Nicia di Atcnc tra il 365 c il 315 a.C.), Protogene di Cauno (attivo nel IV secolo a.C.), Apule di Colofone (ca 380-300 a.C.) *Ant. Di questi artisti sono state tramandate molte notizie con Kleobi e Bitone balzano immediatamente agli Occhi alcune differenze sostanziali che nc dcnunciano l'in_ confondibilc produtionc ionica: la testa pii graci- lc rispetto a quella dei kouroi dorici e le membra, non potcndosi ancora definire realistiche, mostranoco. munque un modcllato pib morbido c mcno squadrato. Tali accorgimcnti confcriscono all 'intera figura un'ar. monia che la fa apparirc pii snella e aggraziata. pcr quanto la sua altczza (214 cm) sia pressappoco la mede sima di quclla di Kleobi (218 cm) e di Bitone (216 ctn), Anche il Kouros di Mila stato scolpito immaginando. ne una visione di tipo esclusivamentc frontale. II vol. to privo di barba c i capclli, corti sulla frontc. sono acconciati in modo da formare lunghe trcccioline che ricadono diecro le spalle. Lc labbra, infine, appaiono dischiuse nel consueto sorriso Che qui pare congeniah alla dolcczza dclle membra. Hera di Samo Tra le rante korai arcaiche sute vc n'&• una che riassume nel modo migliore lc ca• rattcristichc tipologichc dcllc statue femminili di tra• dizionc ionica. to, ma non interrotto, dalla diagonalitå dcl panneggio del soprastante himation, e dall'omogenea tensione del vclo chc, partendo dalla partc postcriore della testa per- duta, cingcndo un flanco si porta sul davanti cd legato alla cintura, cadendo dritto e liscio lungo il lato siniscro della scultura. In tal modo viene a crearsi un•equilibrata contrapposizionc geometrica di masse con diversi trat- tamcnti superficiali chc tcndono a suggcrirc, in un certo senso, le forme sottostanti. Tale gioco di linee e pieghe risultava in origine enfatizzato da una vivacc policromia. Nel Suo complesso I 'Hera di Samo richiama la mor- bida modulazionc di luci e ombrc nclle scanalaturc a spigolo arrotondato delle colonne ioniche. e, a volte. anche le descrizioni d i alcune loro opcre. il 'III Che testimonia quanto essi dovessero esscrc noti c mati. Tutti crano accomunati dalla fama di cssere capaci di riprodurre il vero (ricratti, animali c anche scenogra- fie di paesaggi) con grandissima ptccisionc c aucndi- bilitå. A differenza di quanto avvicnc per la scultura. di cui si possono intravedere gli originali attravcrso le copie di eth romana, pct la pitcura risulta assai difficile ricostruirc operc Oggi irrimediabilmente perdutc. Lc poche copie soprav,'issute. inoltre, sono molto tarde, e solitamente di non buona qualiti csccutiva. Fra Ie pochissime tracce di pictura arcaica restano al- cune tavolette di legno dertepinakes (al singolare pinax, che in greco significa appunto «quadro»), comcqucllc Acetato gveco a (ai- cisalcnti al 540-530 1.C. ricrovacc in una grotta a Pitså, 'a) COO saqmfrcato e kephalé, testa S' vicino a Sicione, dipintea tempera su un fondn lisci0 pre- d' rest. dl antiche senza testa 5 Grecia arcaica, Cinizio della Civilta occidentale 93.